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E' capo della cosca della Noce

In manette un altro boss
Preso Guglielmo Ficarra


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arresto, boss, guglielmo ficarra, palermo, polizia, Cronaca
Quando gli uomini del squadra mobile hanno bussato alla sua porta in via Narcisi 3 con in mano il mandato di fermo firmato dai magistrati della Dda Marcello Viola e Roberta Buzzolani, il boss Guglielmo Ficarra quasi non ci credeva. Non riusciva ad immaginare che dopo due anni qualcuno sarebbe riuscito a valicare quei muri impenetrabili di omertà che circondavano il suo territorio: la Noce.
Il via alla scalata al potere mafioso dell'ex picciotto agli ordini dei boss Franco Picone prima, e Fabio Chiovaro dopo, l'aveva data due anni fa la sua scarcerazione, per insufficienza di prove, dal processo "U Pullieri" che coinvolse diciassette persone che gravitavano nell'orbita del boss Pierino Di Napoli.
Dal 2007 Ficarra aveva scalato velocemente le gerarchie del quartiere popolare, ordinando estorsioni, controllando appalti e compiendo intimidazioni nei confronti dei commercianti che non pagavano il pizzo.
A rivelare il ruolo di primo piano assunto dal boss in questi anni e le sue strategie d'azione, sono state le dichiarazioni rese ai magistrati da pentiti del calibro di Andrea Bonaccorso, Nino Nuccio e Angelo Chianello. Proprio il primo, nel gennaio di un anno fa, aveva annoverato quello di Guglielmo Ficarra, tra i nomi dei capi che in quel momento si spartivano il potere mafioso nelle diverse zone della città.
"A Noce-Malaspina-Cruillas c'è Giancarlo Seidita, ad Altarello c'è Pierone Tumminia e alla Noce Guglielmo Ficarra" aveva rivelato Bonaccorso, consentendo agli inquirenti di riaccendere nuovamente i riflettori su quel disoccupato cinquantenne dall'aspetto dimesso. Un ruolo testimoniato dai riscontri oggettivi raccolti dalle forze dell'ordine che hanno così ricostruito la figura di Ficarra all'interno del mandamento, come quella di una vera e propria centrale operativa dove confluivano richieste di intervento per risolvere questioni legate al racket o agli appalti da pilotare, e dalla quale partivano gli ordini per le spedizioni punitive.

Quando gli uomini del squadra mobile hanno bussato alla sua porta in via Narcisi 3 con in mano il mandato di fermo firmato dai magistrati della Dda Marcello Viola e Roberta Buzzolani, il boss Guglielmo Ficarra quasi non ci credeva. Non riusciva ad immaginare che dopo due anni qualcuno sarebbe riuscito a valicare quei muri impenetrabili di omertà che circondavano il suo territorio: la Noce.

Il via alla scalata al potere mafioso dell'ex picciotto agli ordini dei boss Franco Picone prima, e Fabio Chiovaro dopo, l'aveva data due anni fa la sua scarcerazione, per insufficienza di prove, dal processo "U Pullieri" che coinvolse diciassette persone che gravitavano nell'orbita del boss Pierino Di Napoli.

Dal 2007 Ficarra aveva scalato velocemente le gerarchie del quartiere popolare, ordinando estorsioni, controllando appalti e compiendo intimidazioni nei confronti dei commercianti che non pagavano il pizzo.

A rivelare il ruolo di primo piano assunto dal boss in questi anni e le sue strategie d'azione, sono state le dichiarazioni rese ai magistrati da pentiti del calibro di Andrea Bonaccorso, Nino Nuccio e Angelo Chianello. Proprio il primo, nel gennaio di un anno fa, aveva annoverato quello di Guglielmo Ficarra, tra i nomi dei capi che in quel momento si spartivano il potere mafioso nelle diverse zone della città.

"A Noce-Malaspina-Cruillas c'è Giancarlo Seidita, ad Altarello c'è Pierone Tumminia e alla Noce Guglielmo Ficarra" aveva rivelato Bonaccorso, consentendo agli inquirenti di riaccendere nuovamente i riflettori su quel disoccupato cinquantenne dall'aspetto dimesso. Un ruolo testimoniato dai riscontri oggettivi raccolti dalle forze dell'ordine che hanno potuto così ricostruire la figura di Ficarra all'interno del mandamento, come quella di una vera e propria centrale operativa dove confluivano richieste di intervento per risolvere questioni legate al racket o agli appalti da pilotare, e dalla quale partivano gli ordini per le spedizioni punitive.