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Rita Borsellino: "Nessun appoggio al governatore"

"Totò e Raffaele, per me pari sono"


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"Il Cuffarismo e il Lombardismo sono uguali, anche se non omologhi. Sono il malgoverno e il non governo. Sono i sistemi di potere che hanno ridotto la Sicilia in queste tremende condizioni. Chiaro?".
Rita Borsellino ha appena aperto i giornali che scrivono di disgelo, di disponibilità alla riforma, intesa come inciucio, di occhiolini a Raffaele Lombardo per futuribili accordi. Sfoglia e sbuffa nella hall dell'Hotel Addaura di Palermo, dove ha chiamato a raccolta i suoi fedeli e simpatizzanti per l'assemblea che traccerà la rotta delle prossime mosse. E - come si dice - ci tiene a puntualizzare.

Niente disgelo nei confronti del segretario del Pd, Lupo, onorevole Borsellino?
"Non c'è stato alcun congelamento, dunque?"

Eppure, sembravate lontani: lui per il dialogo col presidente Lombardo, nel nome delle riforme, lei per l'intransigenza.
"Giuseppe Lupo è perfettamente coerente con la linea dell'assemblea del Pd, votata a larghissima maggioranza".

Cioè?
"Lombardo governa, noi siamo all'opposizione. Ci può essere qualche sporadica convergenza per le riforme che servono alla Sicilia. Ma la vedo difficile".

Niente agenda condivisa e permanente, allora?
"No, quello sarebbe appoggio esterno. Noi stiamo all'opposizione".

Meglio Cuffaro o Lombardo?
"Nessuno dei due. Sono entrambi responsabili dello sfascio. Rappresentano lo stesso circolo vizioso, anche se in modo differente".

Qual sono le riforme più urgenti?
"Il mio programma, il programma dei siciliani,  è lì dal 2006. Inattuato. Basterebbe leggerlo. Partiamo dal lavoro, che non c'è".

A proposito di letture, c'è chi dice che la sentenza Mannino autorizzi a rileggere la storia della Dc siciliana, ingiustamente additata come culla di alcune pratiche non esattamente commendevoli. Che ne pensa?
"La storia è lì. Tutti possono leggerla. Non aggiungo altro".

Intitolerebbe una strada Bettino Craxi?
"No, credo nella giustizia. Era un condannato e un latitante". R.P.