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La contesa animalista di Trapani

Il supermarket contro i randagi
Ma i residenti li "adottano"


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borgo annunziata, randagi, trapani, Cronaca
La lotta per i diritti degli animali tocca il cuore dei Trapanesi. Curati e coccolati da molti cittadini, tre cani randagi che "abitano" da tre anni nella zona di Borgo Annunziata a Trapani, rischiano di essere "sfrattati" dall'apertura di un nuovo supermercato.

Protagonista di epopee, valido aiuto per disabili, pronto a perdere la sua vita per salvarne un'altra, incapace di falsità, invidia e cattiveria, innocentemente devoto all'uomo e simbolo massimo di fedeltà, l'ignaro cane deve stavolta fare i conti con l'insensibilità e l'egoismo del suo "miglior amico".

Cosi' in un mondo dove i deboli vengono raramente tutelati arriva fortunatamente il bagliore di una possibilità di riscatto dalle associazioni animaliste che si impegnano a deviare il crudele destino di questi cani randagi. Scatta così la battaglia tra associazione animalista e direttore del supermercato. "Da circa tre anni questi tre randagi sono accuditi da molti cittadini - afferma una nota dell'associazione animalista - e sono regolarmente vaccinati e sterilizzati. Nessuno si è mai lamentato degli animali che son ben voluti da tutti gli abitanti del quartiere".

La pensa diversamente il direttore che, determinato a sbarazzarsi degli cani, decide di rivolgersi al canile per la loro cattura, invano. L'accalappiacani infatti non può che fare dietrofront davanti alla ribellione degli abitanti della zona che, sensibili al futuro al quale sono destinati questi cani, decidono di prendere le loro difese, consapevoli della lotta impari che ci sarebbe stata con loro neutralità.

I trapanesi diventano così portavoce di disarmati e fragili bersagli, incapaci di potere dire la loro. La protesta dei cittadini continua anche durante la notte con l' affissione, senza colla, sulla saracinesca d'accesso al supermercato, di grandi striscioni con richieste di "tregua nella lotta ai cani". I paladini delle indifese creature saranno pronti a protestare direttamente contro il supermercato e il suo direttore se il loro appello non verrà raccolto.