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Russo a Sciacca e Ribera
"Più servizi ai cittadini"


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“Sono stati finalmente immessi in servizio all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca i 28 infermieri vincitori del concorso bandito alcuni anni fa. Proprio oggi il direttore generale dell’Asp di Agrigento, Salvatore Olivieri, ha firmato la delibera con cui è stata perfezionata la procedura concorsuale avviata e poi sospesa dalla soppressa azienda ospedaliera di Sciacca”.

L’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, ha fatto l’importante annuncio nel corso della sua visita di questa mattina in provincia di Agrigento dove ha preso parte alla riunione della Commissione sanità dell’Ars che si è svolta nell’aula consiliare del municipio di Ribera.

“Ho dato ampie rassicurazioni sul futuro degli ospedali di Sciacca e di Ribera – ha detto Russo – che anzi offriranno una assistenza più completa e più qualificata alla popolazione del comprensorio. I due ospedali, che fanno parte dello stesso distretto, dovranno interagire e integrarsi: dovremo abituarci a considerarli come due diversi stabilimenti di uno stesso ospedale. Il problema non sta nel numero dei posti letto per le acuzie – come qualcuno vuol fare credere in modo spesso strumentale, alimentando notizie non vere – ma quello di fare partire l’assistenza territoriale per dare vita a un sistema sanitario più razionale e vicino alle reali esigenze del cittadino. Stiamo creando la rete dei Pta (punti territoriali di assistenza) che dovranno dare le prime risposte di salute ai cittadini e stiamo lavorando per sviluppare una eccellente rete dell’emergenza urgenza. Non è più possibile pensare di avere solo in ospedale tutte le risposte ai propri bisogni di salute, dalla diagnosi alla cura. Dobbiamo abituarci a pensare alla sanità in modo diverso e più moderno. L’ospedale Sciacca–Ribera, o Ribera–Sciacca se preferite, con due stabilimenti che distano appena 15 chilometri, darà una efficiente risposta sanitaria ai reali fabbisogni della cittadinanza. Ho constatato di persona che un intero ospedale come quello di Ribera oggi ha funzionato per non più di 20 ricoverati: ho visto molti camici bianchi e molti posti letto vuoti. Ci sono indici di occupazione e di appropriatezza da rispettare, ecco il perché di una riforma che produrrà più sanità e meno sprechi e che eviterà il fenomeno della mobilità interprovinciale che anche nell’ultimo anno ha assunto proporzioni preoccupanti”.

Nel suo intervento, l’assessore Russo ha anche tranquillizzato il comitato locale di Ribera che nei giorni scorsi aveva fatto pervenire in assessorato una proposta di rimodulazione della rete ospedaliera.

“Una proposta interessante ma voglio andare oltre – ha aggiunto Russo -.. Credo che ci siano le condizioni perché l’ospedale di Ribera diventi anche un punto di riferimento per quanto riguarda la lungodegenza e la riabilitazione in tutto il bacino della Sicilia Occidentale. C’è una forte domanda in questo senso e Ribera può rappresentare una adeguata soluzione. Ne parleremo nei prossimi giorni, guardando come sempre all’interesse generale e non a quello di singole comunità”.

Russo ha infine ribadito che anche la provincia di Agrigento avrà la radioterapia. “E’ inammissibile – ha spiegato - che i cittadini di Agrigento, affetti da gravi malattie, siano costretti da anni a sobbarcarsi stancanti viaggi in macchina verso Palermo o Catania per sottoporsi alle adeguate terapie. Grazie ai fondi europei che stiamo per sbloccare, acquisteremo le necessarie strumentazioni che inizialmente saranno allocate nella città di Agrigento: per i cittadini della provincia sarà uno dei tanti benefici effetti della riforma sanitaria e della corretta amministrazione delle risorse pubbliche”.

Nel corso della sua visita, Russo ha visitato sia il “Giovanni Paolo II” di Sciacca che il “Fratelli Parlapiano” di Ribera.