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Palermo, cinque feriti

Sfratto al Laboratorio Zeta,
scene di guerriglia urbana


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laboratorio zeta, palermo, Cronaca
Scene di guerriglia urbana, via Notarbartolo chiusa, cariche e cinque feriti, fin qui. E' il bilancio dello sfratto del "Laboratorio Zeta", centro sociale di Palermo. Nel pomeriggio, dopo un'assemblea in strada degli attivisti, ci sono stati minuti di tensione e scontri fra forze dell’ordine e manifestanti. Paura fra i residenti e passanti nel momento in cui gli agenti in tenuta antisommossa hanno iniziato a caricare il gruppo di manifestanti: studenti, donne, docenti universitari e rappresentanti politici locali. Feriti e contusi dopo una vera e propria guerriglia urbana.  Il gruppo dei manifestanti, per sfuggire alla carica, è tornato sui suoi passi fino a raggiungere via Umberto Giordano, attraversando un tratto di via Notarbartolo che è stato chiuso con pesanti ripercussioni sulla circolazione viaria.

Già da stamane il luogo è stato presidiato dalle forze dell'ordine col compito di eseguire l'ordinanza di sgombero dei locali dopo che il provvedimento di sfratto è divenuto esecutivo. Nei locali del Laboratorio Zeta erano ospitati 32 sudanesi richiedenti asilo politico che, dopo aver passato tutta la giornata davanti al centro sociale, sono stati portati via dalle forze dell'ordine. Tre dei manifestanti coinvolti nei tafferugli sono stati portati in questura. La Cgil di Palermo parla di ''tragico errore: tentare di risolvere problemi sociali attraverso l'uso delle forze dell'ordine e del manganello - dice il segretario della Camera del lavoro, Maurizio Calà - è un modo per conclamare l'incapacità delle amministrazioni e della politica di occuparsi di un atto assoluto di civiltà che è quello di accogliere persone che fuggono dai paesi in guerra''.