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Il servizio affidato a una società esterna

Sciopero della fame per i dipendenti
della cooperativa "Solidarietà"


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cooperativa solidarietà, palermo, Cronaca
Da ieri sera sono chiusi dentro un edificio del complesso ospedaliero appartenente all’A.u.s.l 6 “Pisani”. Sono i 12 dipendenti Cooperativa Sociale Solidarietà che hanno ricevuto la comunicazione di lasciare il proprio posto di lavoro perché i servizi gestiti dalla cooperativa sono passati in mano alla Multiservizi, società esterna creata ad hoc dalla Regione il cui 49 per cento del capitale è privato. Hanno iniziato uno sciopero della fame e della sete in attesa di parlare con l'assessore alla Sanità.

La cooperativa, secondo quanto sostengono i manifestanti, costa alle casse della Regione siciliana centomila euro. Ma il tetto massimo fissato – raccontano - è di 200 mila. Pietro Conigliaro, uno dei dipendenti barricati dentro l’edificio afferma che “i dirigenti hanno millantato delle spese relative alla cooperativa pari a circa 300mila euro, e questo non è assolutamente vero”.

La cooperativa si occupa da cinque anni e mezzo del servizio di centralino non soltanto per la zona di appartenenza dell’A.u.s.l 6 (ora Asp Palermo), ma opera anche in comuni limitrofi come Petralia Sottana e Corleone. Fra i 12 dipendenti, che già non percepiscono alcuna retribuzione dall’agosto scorso, ci sono un tetraplegico e un invalido all’80 per cento.

Vincenzo Munafò, segretario regionale Fials-Confsal, sostiene che non è possibile affrontare la situazione in questi termini, ossia rispondendo con un licenziamento a suo dire immotivato, giustificato da motivazioni economiche. A sostituire la cooperativa subentrerebbe una società esterna, creata ad hoc dalla regione Sicilia, per il 49% privata: la Multiservizi, un’azienda che ingloba al suo interno i dipendenti delle realtà che vanno sostituite, a volte con spese maggiori.

Nonostante il gioco dello scarica-barile, fra l'assessore e il direttore generale dell'Asp di Palermo, giunge un ispettore di polizia ad assicurare che martedì prossimo, primo giorno utile secondo l’agenda dell’assessore, ci sarà un incontro chiarificatore. Pietro Conigliaro dice che non è più tempo di fidarsi della gente, che è necessario mettere in dubbio la buonafede di chiunque e ne ha anche per il Ministro Brunetta “Sti politici si riempono la bocca di meritocrazia e invece rendono possibili le peggiori manovre per favorire qualcuno. Sono tutti bravi a parlare sulla pelle degli altri. E a noi chi ci pensa? Solo per l’esperienza acquisita in cinque anni, possiamo fare questo lavoro come nessun altro. Come possono pensare di mandarci a casa per fingere di risparmiare qualche euro? Cosa non vera tra l’altro”.