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Lo rivela "SestaRete"

Omicidio Raciti, cronisti nei guai
per violazione di segreto istruttorio


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Chiesto il rinvio a giudizio per sei fra giornalisti e direttori di testate locali e nazionali per la  rivelazione di atti coperti dal segreto istruttorio e pubblicazione di atti processuali sui tragici scontri allo stadio “Massimino” dei 2 febbraio 2007, che costarono la vita all’ispettore di polizia Filippo Raciti.
L’ex direttore del “Corriere della sera”  Paolo Mieli  e l’inviata Fiorenza Sarzanini, il direttore del “Messaggero” Roberto Napoletano, e la giornalista  Cristina Mangani, e il direttore del quotidiano “La Sicilia Mario Ciancio Sanfilippo: come rivela l’emittente “SestaRete”,  dovranno comparire davanti alla terza sezione penale del tribunale di Catania il prossimo 15 marzo.
Stralciate le posizioni del direttore del “tg5” Carlo Rossella e della giornalista Claudia Marchionni che hanno pubblicato i filmati dell’intercettazione ambientale nei confronti del principale imputato Antonino Speziale e degli scontri allo stadio  perchè la competenza è del tribunale di Milano.
Per la Sarzanini, il reato ipotizzato è di rivelazione del segreto istruttorio poiché il 9 febbraio del 2007 avrebbe pubblicato alcuni dettagli contenuti nell'informativa redatta dalla Squadra mobile che le sarebbe stato “passato” da un pubblico ufficiale ancora non identificato, mentre per Mieli il reato ipotizzato, in quanto direttore responsabile, è di omesso controllo. Stessa imputazione per la Mangani e per il direttore Napoletano, mentre per ciò che riguarda il direttore del quotidiano “La Sicilia” si tratterebbe sempre di omesso controllo ma questa volta per la pubblicazione del verbale dell'interrogatorio reso da Speziale, da parte di un giornalista identificato in un primo momento con Antonino Urzì, giudicato con rito abbreviato e poi assolto con formula piena perchè non ha compiuto il fatto, cioè non era lui l'autore dell'articolo.