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TERMINI IMERESE

Continua la protesta degli operai
Stasera la loro quinta notte sul tetto


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fiat, operai, protesta, termini, Cronaca, Economia
Non vogliono sentir ragioni e si apprestano a trascorrere la loro quinta notte al gelo, sul tetto della fabbrica di Termini Imerese, gli operai dell'indotto Fiat che da giorni protestano contro il loro licenziamento. "Siamo stanchi ma non scendiamo, abbiamo ancora le forze per rimanere qui anche se piove e c'è freddo" ha detto l'operaio Antonio Tarantino, dopo aver trascorso la quarta notte consecutiva al freddo.
"Da qui scendiamo con la certezza di avere il lavoro oppure dentro le bare. Nonostante la pioggia e il freddo andiamo avanti uniti. Siamo imbottiti di medicinali, le famiglie sono preoccupate per la nostra salute ma non abbiamo alternative. Proseguiamo con la lotta". Gli operai sono ad un'altezza di circa venti metri e dormono in sacchi a pelo per terra.

I lavoratori hanno ricevuto le lettere di licenziamento, l'azienda infatti dal primo febbraio non si occuperà più del servizio di pulizia dei cassoni, attività che la Fiat ha deciso di riassorbire.

"Un nostro collega - ha detto Tommaso La Bua - è sceso per sottoporsi ad un esame medico per una sospetta polmonite. Ma noi non intendiamo mollare". Questa mattina  gli operai hanno incontrato Francesco Infuso, arciprete di Termini Imerese che nei giorni scorsi aveva già fatto visita ai lavoratori. "Sono determinati a restare lì in condizioni terribili, notte e giorno - ha affermato padre Infuso - C'è un vento gelido e la temperatura si è abbassata".
"Questa mattina li ho trovati ancora più provati dei giorni scorsi, alcuni stanno veramente molto male e tutti sono allo stremo delle forze - aggiunge - Sono molto preoccupato. È stato terribile vedere mogli e bambini che li salutavano da lontano, attraverso le sbarre dello stabilimento. Rivolgo nuovamente un appello a tutti coloro che sono in grado di fare qualcosa per aiutare questi uomini, onesti lavoratori e padri di famiglia".