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SCIACCA

Omicidio Cangialosi. Gli esami dei Ris inchiodano gli indagati


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È stata depositata alla Procura di Sciacca la relazione tecnica dei Ris di Messina che indagano sull'omicidio di Michele Cangialosi, il manovale ucciso ad aprile dell'anno scorso.

Secondo il nucleo scientifico dei carabinieri, la responsabilità è da attribuire agli indagati: Nicola Piazza, amante della moglie della vittima, arrestato insieme alla donna, Celeste Sajeva, e a un terzo complice, Paolo Naro, un giovane di 20 anni. I militari, all'interno dell'auto di Piazza, hanno trovato, su un pezzetto di roccia, tracce del sangue della vittima.

Per gli esami è stato decisivo l'impiego del luminol, il reagente che permette di evidenziare micro-tracce ematiche. Le analisi di laboratorio hanno poi rivelato la natura umana del sangue. Grazie agli accertamenti biomolecolari è stato estrapolato un profilo genetico maschile. La comparazione del profilo con il Dna dei genitori della vittima ha permesso di determinare che il sangue presente sul frammento di roccia apparteneva a Cangialosi.

Secondo la ricostruzione dei militari, Cangialosi, ferito dai tre e creduto morto, era stato messo nel bagagliaio della vettura per essere trasportato in un luogo isolato e sepolto. I rantoli della vittima, agonizzante, avevano indotto i complici a fermare la macchina e infierire sul corpo colpendolo ripetutamente e violentemente al volto con dei massi raccolti dal bordo della carreggiata. Il cadavere fu ritrovato in una buca, sotto tre metri di terra, in un appezzamento di terreno alla periferia di Sciacca.