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Operazione "Mata Hari" ad Agrigento

Dicevano "pizza", era droga
Blitz con ventuno arresti


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agrigento, arresti, blitz, droga, spaccio, Cronaca
Gli agenti del commissariato di Sciacca, in collaborazione con la squadra mobile di Agrigento, hanno eseguito una ordinanza di misura cautelare - operazione "Mata Hari" - nei confronti di 21 presunti componenti di un'organizzazione che avrebbe gestito lo spaccio di stupefacenti nella zona di Ribera (Agrigento), dove negli ultimi tempi si sono registrate alcune vittime per overdose. Alla vasta operazione, coordinata dal Pm della Procura di Sciacca, Paolo Mazza, hanno partecipato anche uomini della Questura di Trapani, del Nucleo Prevenzione Crimine di Palermo e Catania, elicotteri ed unità cinofile. Secondo gli investigatori l'organizzazione, guidata da Stefano Vinci, di 42 anni, avrebbe avuto come basi operative per lo spaccio alcuni bar di Ribera.

Il clan parlava in codice
L'operazione antidroga 'Mata Hari', sfociata stamani nell'emissione di 21 ordinanze cautelari nell'agrigentino, si è avvalsa di pedinamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche e riprese video. "La droga aveva nomi diversi: una volta pizza, una volta birra", ha spiegato in conferenza stampa il procuratore di Sciacca, Vincenzo Pantaleo. Le centrali utilizzate dall' organizzazione come base operativa per lo spaccio degli stupefacenti erano infatti alcuni bar di Ribera. Il rifornimento dell'hashish corrispondeva alla frase "dobbiamo andare a funghi". "Tutti accorgimenti inutili - ha aggiunto il procuratore - perché siamo comunque riusciti a capire subito a cosa in realtà si riferivano gli indagati".