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Palermo, lo sgombero del Laboratorio Zeta

La voce fuori dal coro
di Manfredi Agnello


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Sulla vicenda del Laboratorio Zeta, l'unica "mosca bianca" del centro destra cittadino è Manfredi Agnello, capogruppo del Pdl Sicilia al Comune, ha preso parte all’assemblea pubblica di ieri sera, tra non pochi sguardi sorpresi e diffidenti. “Sono intervenuto per ascoltare la voce di questi ragazzi – ha detto Agnello – noi che siamo addetti all’amministrazione della città abbiamo intanto il dovere di ascoltare. Ieri sera sono state mosse accuse molto pesanti nei confronti di Aspasia (l’associazione assegnataria dell’immobile di via Boito, ndr). Fermo restando che queste accuse vengano confermate, io credo che le autorità debbano quantomeno verificare l’attendibilità o meno di quanto è stato denunciato dai colleghi consiglieri, in sede d’assemblea”.

Sull’immobile al centro della vicenda, Agnello precisa: “credo che Scoma (presente all’incontro col Prefetto, ndr) rientri nella vicenda in percentuale minima: la struttura appartiene alla Regione, è da Lombardo che devono arrivare indicazioni precise. Spero già oggi di parlare con Micciché, per sollecitare la questione e provare a trovare un accordo risolutivo. È chiaro che non sono andato lì in cerca di voti. Questi giovani sono politicamente distanti anni luce da me, nessuno di loro scriverebbe mai il mio nome sulla scheda elettorale. Anche mia figlia comunista, ma è giusto che sia così. Se non si è comunisti e non ci si incazza a diciotto anni, come si diventa poi alla mia età?”.