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Lombardo vuole il sovrintendente, gli altri no

A chi la diamo Cinesicilia?
Guerra su Fiumefreddo


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La poltrona è una di quelle che fanno gola. Perchè ci sono soldi, e tanti, da spendere. Perchè garantisce una visibilità internazionale (vedi le passerelle di Cannes e Venezia). Perchè può essere un trampolino di lancio verso lidi ancor più prestigiosi (vedi la nomina a direttore generale di Sergio Gelardi, presidente dimissionario). Parliamo di Cinesicilia e parliamo dell'ultima grana in tema di nomine piovuta sul capo del presidente Lombardo. Perchè la comoda poltrona della società con sede in via Garzilli, nel centro di Palermo, sarebbe stata promessa ad un uomo vicino al Mpa ma che è riuscito nel poco invidiabile record di farsi "scaricare" sia da destra che da sinistra. Già perchè il presidente in pectore della creatura regionale con in cassa oltre 40 milioni di euro di investimenti si chiama Antonio Fiumefreddo, per anni Sovrintendente del teatro Bellini di Catania e da mesi al centro di furiose polemiche che hanno portato il Comune di Catania, la Regione, i partiti di destra e di sinistra a chiedere all'unanimità la sollevazione dall'incarico. Basta andare un po' a ristroso leggendo i take dell'Ansa di questo mese per capire quale unanimità di consensi abbia ottenuto Fiumedreddo: il 19 gennaio è il vicepresidente Pd del consiglio comunale di Catania a chiederne la testa ("Poniamo fine a questo strazio"); lo stesso giorno tocca al parlamentare nazionale del partito democratico, Giuseppe Berretta, intervenire: "La situazione è ormai intollerabile"; il giorno dopo l'ex sindaco Enzo Bianco chiede a Fiumefreddo di fare un "passo indietro ponendo fine ad una vicenda grottesca". Lo scorso 22 gennaio il deputato regionale del Pdl Salvo Pogliese chiede a gran voce le dimissioni di Fiumedreddo: "Prenda atto che è riuscito nel difficile compito di essere inviso a tutti". Lui, Antonio Fiumedreddo, stoicamente, resiste. E chiede di essere ascoltato in consiglio comunale,  in commissione antimafia, da Pisanu. Appelli sinora caduti nel vuoto. E che mettono a serio rischio la permanenza del Sovrintendente al Bellini. Per questo Lombardo ha pensato bene di sanare la diaspora mettendo a disposizione un'altra poltrona, il vertice di Cinesicilia. Dove Fiumefreddo avrebbe un tutore di un certo peso, il "colonnello" ex An Fabio Granata, un altro che in fatto di presenzialismo non scherza. Due "galli" nel pollaio niente male. Se ne vedrebbero di sicuro delle belle. Peccato che l'operazione, forse, non si farà. Gianfranco Miccichè e Dore Misuraca, a capo del Pdl che sostiene Lombardo, non hanno gradito la fuga in avanti del presidente e frenano sulla nomina di Fiumedreddo: "Non se ne è parlato - fanno sapere - non possiamo apprendere queste cose sui giornali". Il Sovrintendente in naftalina promette però già fuoco e fiamme. Prossimamente, sugli schermi di Cinesicilia.