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Raggiunto l'accordo fra operai e Regione

Keller, un altro anno
di cassa integrazione


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Un altro anno di cassa integrazione in deroga. E' questa la sorte che toccherà ai duecento operai della Keller di Palermo. A loro saranno garantite, però, soltanto 50.000 ore di lavoro in totale. Contestualmente l’assessorato regionale al Lavoro ha offerto dei corsi di formazione e riqualifica per tutti i lavoratori, in modo tale da integrare la loro buste paga. L'accordo è stato firmato dalle parti dopo un incontro durato otto ore negli uffici dell’assessorato regionale all’Industria

Seduti al tavolo di trattative i Segretari di Cgil, Cisl e Uil, l’assessore ai trasporti Nino Strano, l’assessore alle Attività Produttive Marco Venturi e quello al Lavoro Nicola Leanza, e i delegati della Keller. Dietro i cancelli in via degli Emiri, invece, presenti quasi tutti i duecento lavoratori metalmeccanici della ditta che hanno presidiato la zona per l’intera giornata. Due i principali motivi che hanno spinto i sindacati a chiedere un incontro risolutivo per la questione del precariato degli operai Keller. Fino a quasi due anni fa, gli stabilimenti dell’azienda si occupavano anche di revamping, ristrutturazione totale di cuccette e vagoni letto. La commessa, però, è stata tolta da cospicui incentivi offerti dalla Regione Sardegna e la Keller ha trasferito i lavori negli stabilimenti di Cagliari.

Inoltre, è da 15 mesi che la ditta non versa i contributi pensionistici, pari a 60 euro mensili procapite, al fondo Cometa, fondo di prevenzione pensionistica dei lavoratori metalmeccanici. Lo stato di cassa integrazione in deroga degli operai è scaduto, e già ad alcuni di loro sono state mandate le prime lettere di mobilità. Le Istituzioni, inoltre, si impegneranno a vigilare ogni tre mesi l’andamento della ditta, assicurando così più controlli agli operai. Per quanto concerne il debito della keller con il fondo Cometa, la ditta si impegna a versare entro sei mesi i contributi dei lavoratori non pagati negli ultimi 15 mesi. “L’accordo trovato oggi –dice uno degli operai presenti- non ci garantisce comunque un futuro. In pratica, è stato prolungato di un altro anno lo stato di cassa integrazione appena scaduto, non appena passano questi dodici mesi saremo di nuovo punto e a capo”.