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La protesta dei “precari della scuola in lotta”


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Il mondo della scuola torna a farsi sentire: a distanza di quattro mesi dalla riapertura dei cancelli scolastici, nell'anno pilota della riforma Gelmini, i docenti siciliani del comitato “precari della scuola in lotta” denunciano le difficoltà riscontrate nell'attuazione della nuova riforma ministeriale. “Chi ha iniziato quest'anno non può avere contezza delle differenze rispetto al precedente modello didattico – afferma Barbara Evola, insegnante precaria di lettere presso l'istituto Benedetto Croce di Palermo – ma di fatto registriamo un calo qualitativo notevole. Dalla riduzione delle ore, all'aumento degli studenti nelle singole classi, che in alcuni casi arrivano a contare anche 40 allievi, fino alla questione degli insegnanti di sostegno e delle supplenze”. Su questi ultimi due punti, la situazione è stata delineata nello specifico da Luigi Del Prete, insegnante di sostegno del liceo artistico Catalano: “le ore di sostegno sono state dimezzate. Per intenderci, un ragazzino autistico ha oggi diritto a soltanto 9 ore settimanali. Sulle supplenze, inoltre, alle scuole non arrivano gli accrediti per poter pagare i sostituti, quindi, di fatto, in caso di assenze dei docenti gli alunni vengono divisi nelle classi. Anche se non è noto a tutti, si tratta di una pratica illegale”.

Un'ultima denuncia da parte del comitato: “attenzione alla riforma degli istituti professionali: saranno gestiti direttamente dalle regioni, come per la formazione professionale. Questo causerà – concludono – un impoverimento dell'offerta formativa e una netta differenziazione dei saperi da una regione all'altra”.