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Processo Mori

Rognoni e Mancino:
"Quale trattativa?"


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"Mai saputo di una trattativa. Chi ne parla è un calunniatore o un millantatore". Lo ribadisce il vice presidente del Csm, Nicola Mancino. "Il signor Massimo Ciancimino - dice Mancino - continua ad affermare che Rognoni e Mancino sapevano della trattativa Stato-mafia. Ma Rognoni e Mancino sono stati ministri in epoche diverse, rispettivamente del governo Andreotti, il primo, e del governo Amato il secondo. Uno dei due, non essendo più o non ancora ministro, a che prò doveva sapere?".  Mancino ribadisce: "All'epoca delle stragi io, della trattativa, niente ho mai saputo e, per questo motivo, ho presentato alle Procure della Repubblica di Palermo e di Caltanissetta un esposto-denuncia nei confronti di Ciancimino jr. Quanto alla conoscenza di presunte trattative da parte dei politici - sottolinea il vice presidente del Csm - "Ciancimino jr. afferma che al padre fece questa confidenza tale Franco o Carlo, a suo dire, agente dei Servizi segreti. Chi sia questo Franco o questo Carlo, Ciancimino jr., pur avendolo incontrato numerose volte, come lui afferma, non lo ha mai detto! A nessuno é sorto il sospetto che l'anonimo agente dei Servizi, se mai è esistito, abbia potuto millantare? Se quell'agente ha o avrà un nome e un cognome, e se dovesse confermare l'assunto del signor Ciancimino, chiedo ai magistrati di Palermo di processare pure lui per calunnia o per millantato credito". "Devo ribadire di non avere mai saputo di una trattativa che sarebbe intercorsa fra lo Stato o uomini dello Stato e la mafia". Lo ha dichiarato Virginio Rognoni, riferendosi alla deposizione fatta oggi da Massimo Ciancimino, nel processo a Palermo a carico del generale Mori.