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Gesip, parla il presidente Enea

"Io non getto la spugna
Ma qui non c'è un euro"


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bilancio, gesip, Pippo Enea, Cronaca
“Forse nelle scorse settimane i riflettori si sono un po' abbassati sul caso Gesip, ma torneranno a riaccendersi a breve”. A parlare è Pippo Enea, presidente della società ex municipalizzata di servizi del Comune di Palermo. Serafico, come sempre. Preoccupato, forse un po' più del solito. Pippo Enea parla a Livesicilia della difficile situazione in cui versano le casse aziendali e racconta i prossimi appuntamenti con gli amministratori della città.
Su cosa si riaccenderanno i riflettori questa volta?
“Il sindaco Cammarata, per voce dell'assessore al Bilancio Sebastiano Bavetta, ha convocato per giovedì 4 febbraio l'assemblea dei soci”.
Con quale ordine del giorno?
“Riduzione dei compensi e, forse, pure del numero dei componenti del consiglio d'amministrazione azienda (sorride, ndr)”.
Questo per tornare a parlare di ricapitalizzazione?
“Di ricapitalizzazione non se n'è proprio più parlato (sorride di nuovo, ndr). Anzi, bisognerebbe chiedere ai signori consiglieri, ai capigruppo, agli assessori, al sindaco. Intanto convocano l'assemblea dei soci. Una seconda convocazione è già stata fissata per il giorno successivo, il 5 febbraio, per decidere le sorti dell'azienda”.
Cosa è cambiato rispetto a un mese fa, quando lei in una lettera aperta lanciava la provocazione “se c'è qualcuno più bravo di me, si faccia avanti, io sono disposto a tirarmi indietro”?
“Non è cambiato niente, anzi la situazione si è aggravata: siamo sotto di un altro milione di euro. Non dimentichiamo che il 98% dei costi aziendali sono costo del lavoro”.
Cosa dire invece della sua provocazione? Sta ancora in piedi?
“Si. Se c'è qualcuno più bravo di me si faccia avanti”.
Voci di corridoio dicono che sia lei a volersi tirare indietro...
“Cioè? (sorride, ndr)”.
Cioè si dice che da quelle parti tiri aria di dimissioni...
“Le smentisco nel modo più assoluto. Vedo molto improbabile l'ipotesi di mie spontanee dimissioni, io sono uno che non molla. Se il sindaco, poi, vorrà licenziarmi il prossimo giovedì, sarà libero di farlo. Di certo non sarò io a gettare la spugna”.