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Ragusa entra in Europa
col distretto ortofrutticolo


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di Gaetano Stellacci (Ansa). Il Distretto ortofrutticolo del sud-est della Sicilia, nato nel 2005 e dal 2008 approvato con legge dell'Assemblea regionale siciliana, è stato presentato oggi per la prima volta fuori d'Italia alla Fruit Logistica, la fiera di Berlino tra le più importanti manifestazioni del settore a livello mondiale

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di Gaetano Stellacci (Ansa). Il Distretto ortofrutticolo del sud-est della Sicilia, nato nel 2005 e dal 2008 approvato con legge dell'Assemblea regionale siciliana, è stato presentato oggi per la prima volta fuori d'Italia alla Fruit Logistica, la fiera di Berlino tra le più importanti manifestazioni del settore a livello mondiale.

Dopo cinque anni di attività, che hanno portato al coinvogimento di 771 imprese con un fatturato annuo di 700 milioni di euro, secondo l'assessore provinciale alle attività economiche di Ragusa, Enzo Cavallo, è arrivato il momento di mettere a frutto l'esperienza accumulata. E per rispondere all'aumento dei costi e alla riduzione dei consumi provocato dalla crisi finaziaria globale, ha spiegato Sandro Gambuzza della Camera di commercio di Ragusa (capofila del distretto, al quale partecipano anche realtà produttive e istituzionali di Caltanissetta e Agrigento ndr) si è deciso di ricorrere a questo strumento come rete sul territorio, per combatere il rischio di eccessiva frantumazione produttiva non più all'altezza degli attuali standard europei, in un'area omogenea come territorio e clima, in possesso di una cultura imprenditoriale ben diffusa.

Ragusa non è solo la provincia del barocco dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità, ha detto Cavallo durante la presentazione, ma anche la più meridionale provincia d'Europa (si trova a sud di Tunisi), e soprattuto quella con la maggiore vocazione all'eccellenza agricola. Il distretto ortofrutticolo del sud-est della Sicilia, hanno detto i suoi rappresentanti oggi a Berlino, punta a valorizzare le produzioni, favorire la concentrazione dell' offerta, migliorare gli standard produttivi e contenere i costi.

Le 771 imprese del distretto danno lavoro a oltre seimila addetti, per la produzione soprattutto di pomodori di qualità diverse, melanzane e peperoni, carote e cipolle, zucchine e altri prodotti dell'agricoltura di qualità, per un fatturato annuo di 700 milioni di euro. Questi prodotti vengono prodotti in gran parte in serra, ha spiegato Cavallo, che non sono riscaldate e servono solo a proteggere i prodotti e garantire la qualità per i consumatori. A Ragusa, dove annualmente si ottengono 430 mila tonnellate di prodotti orticoli, il 47,5 per cento è sotto serra, ha detto Cavallo.

Larancia rossa, frutto tipico dellIsola

L'arancia rossa, frutto tipico dell'Isola



Questi prodotti saranno marchiati
con il nome del distretto - ha spiegato l'assessore - per legarli al territorio d'origine, ma anche perché essi sono soggetti a una serie di specificazioni che danno maggiore certezza e trasparenza al consumatore. Per i prodotti non marchiati iniziative sono in corso per l'adozione di controlli, a garanzia di chi produce e chi consuma. La gestione del distretto è affidata a una societta pubblico-privata, a maggioranza di privati ai quali spetta in pratica l'ultima parola. Il programma attuale di sviluppo si muove su quattro diversi assi di orientamento, con 28 iniziative in corso e una disponibilità di 91 milioni di euro, finanziati con l'aiuto dell'Unione Europea, della Regione Sicilia, delle province partecipanti e delle aziende coinvolte.