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Regione, il Pd propone la riduzione da 27 a 14

Un ddl per la dieta dimagrante
delle società partecipate


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Un disegno di legge per riorganizzare le società partecipate regionali e contenere così la spesa. Il ddl prevede liquidazioni e accorpamenti ed è stato presentato stamattina dal Partito democratico in una conferenza stampa con il segretario regionale Giuseppe Lupo e il capogruppo all’Ars Antonello Cracolici. Il ddl, che il Pd “ha l’ambizione di approvare prima la legge di bilancio”, come ha detto Cracolici, interviene su quello che il Pd definisce “un sistema di scatole cinesi”: “Alcune società hanno avuto uno sviluppo determinando la costituzione di altre società, a scapito dell’efficienza. Molte di queste società sono diventate una sorta di rifugio in attesa di tempi migliori per personale politico trombato o in attesa di pensionamento”, ha detto Cracolici.

Il ddl prevede un processo di dismissione per alcune società partecipate (sette, tra le quali Mercati agroalimentari o Archelios), di accorpamento per altre società e l’assegnazione dell’asset strategico dell’innovazione a Sviluppo Italia Sicilia (che dovrebbe incorporare il Parco scientifico e tecnologico e Italia lavoro). L’intervento porterebbe il numero complessivo di società a vario titolo partecipate da 27 a 14. Cracolici ha anche annunciato per i prossimi giorni un disegno di legge che intervenga sugli enti (citando ad esempio l’Ente di sviluppo agricolo), definiti “un altro bubbone della spesa”. La norma prevede anche dei tetti per gli emolumenti di amministratori (50 mila euro), consiglieri (25 mila) e revisori (20 mila). “Vogliamo un’inversione di logica: le società non devono essere al servizio della politica per creare posti di sottogoverno, ma al servizio del mondo produttivo. E se i manager falliscono, vanno rimossi”, ha aggiunto il segretario Lupo.