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Miccichè contro il Lingotto

"La Fiat vada via e chieda scusa"


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, Cronaca
L'ad di Fiat Sergio Marchionne è contro il rinnovo degli incentivi perche' ''così come accade in altre parti del mondo vorrebbe i soldi diretti dello Stato, è cosciente di non essere stato capace a rendere Fiat competitiva ed è consapevole che di quegli incentivi potrà farsene ben poco, perchè moltissimi italiani li useranno per acquistare auto non Fiat''. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè nell'ultimo post del suo blog Sud, nel quale invita la Fiat ad ''andare via senza se e senza ma e casomai chiedendo scusa''. ''Montezemolo dice di non avere mai avuto un euro dallo Stato? Mente - aggiunge Miccichè - sapendo di mentire, oppure ignora le cose. Mi sembra, tuttavia, improbabile che il presidente della Fiat non sappia quello che sanno pure i bambini di quinta elementare''. E proprio sul tema incentivi il sottosegretario lancia una proposta al governo Berlusconi: ''Non dare più nulla alla casa automobilistica torinese e destinare, invece, la metà di quei fondi alla Sicilia. L'esecutivo risparmierebbe così centinaia di milioni e noi in Sicilia con quei soldi non solo assicureremmo il futuro agli operai di Termini, ma creeremmo sviluppo e altra occupazione''. Per Miccichè ''Fiat se ne vada pure, ma consegni alla Sicilia le chiavi dello stabilimento di Termini Imerese senza condizioni. Lì si deve continuare produrre automobili, perchè questo è ciò che gli operai sanno fare e lo fanno pure bene. Vadano via - sottolinea - senza se e senza ma, casomai chiedano scusa per il disturbo, e ci lascino progettare in santa pace il futuro di una realtà industriale che è il cuore dell'economia siciliana e che non può arrestarsi per i pruriti e le teorie da super manager di Marchionne''. ''Nessuno si permetta d'intralciare i possibili percorsi alternativi che individueremo per quelle migliaia di nostre famiglie che oggi vivono nell'angoscia e nel terrore. Altrimenti, le prossime riunioni non le faremo nè al Ministero dello sviluppo economico, nè a Palazzo Chigi, ma sotto casa di Marchionne'' conclude Miccichè.