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Psicologo avrebbe ucciso paziente,
via a udienza preliminare


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Catania, Michele Privitera, psicologo, Salvo Marco Zappalà, Cronaca, Le brevi
Ammissione delle costituzioni delle parti civili e rigetto della richiesta della difesa di una nuova perizia balistica e medico legale hanno caratterizzato l'udienza preliminare, davanti al gup di Catania, Francesca Cercone, sul rinvio a giudizio per omicidio volontario dello psicoterapeuta Michele Privitera, 50 anni, accusato di avere ucciso, il 2 gennaio del 2008, durante una battuta di caccia un suo paziente di 23 anni, Salvo Marco Zappalà. L'udienza è stata poi rinviata al 22 aprile prossimo per la discussione.

Le indagini si erano prima indirizzate sull'ipotesi del suicidio del giovane, che da tempo soffriva di depressione e che per questo era in cura dallo psicoterapeuta dell'Asl 3. Era stato lo stesso Privitera a chiamare i carabinieri e a raccontare che il giovane si era impossessato del suo fucile ed era scappato nascondendosi tra gli alberi dove si era suicidato. Successivamente ha cambiato versione raccontando che il giovane gli aveva improvvisamente strappato il fucile dalle mani e si era sparato sotto i suoi occhi, con un colpo alla tempia. Una ricostruzione che non ha convinto i sostituti procuratori Giuseppe Sturiale e Miriam Cantone che hanno chiesto il rinvio a giudizio dell'imputato.

Il legale di Privitera, che sarà processato in stato di libertà, l'avvocato Nello Pogliese, contesta la tesi dell'accusa e chiede il proscioglimento del suo assistito anche perché "non aveva alcun movente". Nel procedimento si sono costituiti parte civile i genitori, la sorella, le zie e le nonne della vittima, rappresentati dagli avvocati Enzo Mellia, Maria Grazia D'Urso, Gaetano Trovato, e Micaela Manzella e Giuseppe Lo Faro.