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La surreale vicenda dell'Info Rac Map

Il centro funziona, liquidiamolo


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Immaginate di essere un imprenditore che si ritrova alle proprie dipendenze un centro di eccellenza internazionale, che porta quattrini a casa e non costa una lira perché ci pensa qualcun altro a pagare gli stipendi e le spese. Cosa fareste a quel punto? Difficile immaginare che tra le tante opzioni scegliate di liberarvene. E invece è così che le cose potrebbero andare alla Regione siciliana con la società Info/Rac Map. Lo afferma, anzi lo mette nero su bianco, l'amministratore delegato della società gestita dalla Regione, Sergio Illuminato, che ha preso carta e penna e ha scritto, dopo vani e ripetuti tentativi di ottenere un colloquio, direttamente a Raffaele Lombardo.

Ma andiamo per ordine. Solo pochi giorni fa, il Partito democratico siciliano ha presentato un disegno di legge mirato a mettere ordine nella giungla delle società partecipate da mamma Regione. Una proposta articolata che prevedeva, per alcune di queste spa, la liquidazione. Tra queste, anche la citata Info/Rac Map, sigla che ai più poco dice. A spiegarne la natura è lo stesso ad Illuminato nella lettera a Lombardo: Info/Rac Map è "un Centro d'eccellenza delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile del Mediterraneo, ospitato a Palermo e gestito dalla Regione Siciliana fin dalla sua istituzione, approvata, nel 1993, da 21 governi e dalla Commissione europea". La Regione, insomma, "ospita" la società e la gestisce ma in qualche modo sotto l'egida delle Nazioni Unite, occupandosi della salvaguardia del Mar Mediterraneo. C'è, inoltre, un piccolo dettaglio, che Illuminato tiene a ricordare nella lettera: "I consigli di gestione e di sorveglianza dell'Info/Rac-Map, così come tutti i costi di questo Centro, non pesano sul bilancio della Regione Siciliana ma sono coperti dai finanziamenti relativi alle attività internazionali realizzate e approvate da funzionari Onu, oltre che dagli organi di controllo nazionali e regionali preposti". Per farla breve, alla Regione, stando a quanto spiega l'ad, la società non costa mezzo euro. E allora perché mai volersene disfare, quando "a partire dal 2010 la società dovrà gestire svariati milioni di Euro per le attività internazionali già assegnate dal Fondo Mondiale per l'Ambiente di Washington" e quando, sempre secondo quanto denuncia Illuminato, ci sarebbe già chi, nella fattispecie il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, vorrebbe spostarne le competenze nella Capitale? Difficile spiegarsi un tale siculo pirandellismo.

A pensar male, si potrebbe ipotizzare che il punto debole della società stia nel fatto, sottolineato da Illuminato, che "la nomina dei suoi responsabili deve essere approvata dall'Onu" e che la società "non ha/non può avere dipendenti ma i suoi pochi collaboratori sono esperti internazionali contrattualizzati a tempo determinato esclusivamente per i progetti assegnati". Caratteristiche certo poco adatte a una società partecipata della Regione, parcheggio ideale per scarti della politica e clientes. Cattivi pensieri, certo, visto anche che il ddl dei democratici si riprometteva proprio una stretta ai carrozzoni. Sta di fatto che Illuminato chiede a Lombardo, alla giunta e a tutti i  parlamentari siciliani, "di modificare profondamente l'indirizzo che porterebbe alla liquidazione dell'Info/Rac Sicilia e di chiedere al ministro Prestigiacomo di bloccare il trasferimento a Roma delle funzioni della Regione Sicilia per la Convenzione di Barcellona e di ripristinare le risorse utilizzate in modo distorto e dare alla politica ambientale per il Mezzogiorno un nuovo respiro".