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Antonio Ingroia su "S"

"La mafia non esiste senza i partiti"


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"Esiste la mafia senza rapporti con i partiti? No, purtroppo no. Se la mafia non avesse avuto rapporti di questo tipo sarebbe già stata sconfitta. Sarebbe solo un’organizzazione di tipo gangsteristico, più facile da combattere ed eliminare”. Prende spunto da questa considerazione l'analisi che il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, affida al nuovo numero di “S”, il magazine che guarda dentro la cronaca, in edicola da sabato 20 febbraio: “La temperatura al calor bianco delle polemiche che hanno occupato il dibattito delle ultime settimane sul tema dei rapporti mafia e politica nella “Seconda Repubblica”, a cavallo della stagione delle stragi ‘92/’93 e della “trattativa” - spiega Ingroia nel suo articolo -, è indicativo della difficoltà ad affrontare temi del genere in modo pacato, sereno ed equilibrato, eventualmente confrontando opinioni diverse”.

Per Ingroia, che traccia un bilancio degli ultimi processi sulle contaminazioni fra mafia e politica, dai cugini Salvo alle recenti sentenze nei confronti di Lillo Mannino e Totò Cuffaro, “la sorte giudiziaria di taluni esponenti di spicco della Dc in nulla può mutare le valutazioni di ordine storico-politico sui rapporti fra importanti settori di quel partito e la mafia. Si tratta di riconquistare spazio alla riflessione politica, storica, morale, senza scaricare tutto sul giudiziario”. Secondo Ingroia, al di là della sorte dei singoli, “gli studi storici, prima ancora dell’esito di alcuni processi, hanno consentito di ricostruire genesi ed evoluzione del rapporto simbiotico che si realizzò fra il sistema di potere mafioso e il sistema politico-clientelare gestito da alcuni settori, assai influenti, della Dc”.