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Il ministro Maroni a Palermo

Maroni a Palermo:
le confische sono una priorità


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La mafia può essere sconfitta. E per farlo la via maestra, la “priorità”, resta quella di aggredire i suoi patrimoni. Parola di Roberto Maroni. Il ministro dell'Interno, in un'intensa mattinata palermitana, ha presenziato prima alla consegna di una villetta confiscata ai boss Sansone in via Bernini, a pochi passi dalla casa degli ultimi giorni di latitanza di Totò Riina, assegnata all'Ordine dei giornalisti. Poi, il responsabile del Viminale, ha presieduto un vertice sulla sicurezza a Palermo in prefettura, presente tra gli altri il capo della polizia Antonio Manganelli.



"Sul fronte dell'aggressione dei patrimoni dall'insediamento del governo Berlusconi al 31 gennaio 2010 ci sono stati 14.403 sequestri di beni alla criminalita' organizzata per un valore di 7 miliardi e 597 milioni. Si tratta di un incremento del 108% rispetto allo stesso periodo precedente”, ha detto Maroni in conferenza stampa al termine del vertice. Maroni ha sottolineato come con il passaggio ai prefetti delle procedure di affidamento dei beni confiscati ci siano stati dei progressi: "Negli ultimi 5 mesi -ha affermato- il prefetto di Palermo ha fatto 78 provvedimenti per affidare 95 beni. C'è stata un'accelerazione rispetto al passato. Adesso, quando nelle prossime settimane si insediera' l'Agenzia per la gestione di questi beni a Reggio Calabria le procedure saranno ancora più rapide". Sempre sul fornte dei beni confiscati, il prefetto di Palermo Giancarlo Trevisone ha annunciato che questa mattina sono stati liberati con gli sfratti due beni confiscati in città "al mafioso Giuseppe Guastella del gruppo di fuoco di Resuttana, abitati da familiari di mafiosi di primo piano. E' il primo passo - ha spiegato il prefetto - per rendere questi beni utili per la collettivita'".

Maroni ha anche illustrato i dati sulla microcriminalità, che a Palermo vedono nel 2009 un netto decremento di furti e rapine, e ha parlato di “antimafia in ottima salute”. In mattinata, in via Bernini, alla presenza del presidente nazionale dell'ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca e di quello dell'ordine siciliano Franco Nicastro, Maroni aveva anche sottolineato il ruolo di primo piano che la stampa gioca nella lotta alla criminalità e nell'affermazione della consapevolezza che le mafie possono essere battute: "Serve la consapevolezza dei cittadini che la mafia si può non solo combattere ma anche vincere. E su questo un ruolo importante lo gioca proprio la stampa", ha detto il ministro durante la breve e affollata cerimonia alla quale hanno preso parte tra gli altri l'arcivescovo di Palermo Paolo Romeo e il sindaco Diego Cammarata.