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La replica al Napalm

Quando uno dice una fesseria


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bombardare palermo, fulvio abbate, napalm, Cronaca
Quando uno dice una fesseria, di solito, riesce anche a renderla popolare, coi tempi che scorrono. Fulvio Abbate è un bravo scrittore e non gli manca l'arte di far sembrare intelligente ciò che stupido è. L'idea di bombardare Palermo col Napalm non è, ovviamente, criminale, nel suo evidente paradosso. E' proprio cretina.
Cosa sarà mai questa città mitologica, questa Palermo abitata da villanzoni di ogni sorta, e criticata da strane creature celesti, cioè gli stessi palermitani che la abitano e che però si sentono esentati dal cilicio collettivo? Gli altri posteggiano in doppia fila. Gli altri saltano perfidamente la coda all'ufficio postale. Gli altri cercano la raccomandazione per il lavoro dei figli. E noi, noi compendio di ogni virtù? Noi, immacolatissime concezioni scampate al vituperio di una cloaca irredimibile? Noi che aria respiriamo, come votiamo, a chi telefoniamo, cosa mangiamo, a chi rivolgiamo le nostre deferentissime preghiere?  Che siciliani furono quelli che ebbero la ventura di scappare, per osservarci da lontano, col microscopio con cui si scrutano le zampette degli scarafaggi?
Perbacco, Fulvio A. panormitano "avissi a essere". Panormitani sono coloro che vogliono il Napalm, per soffocare nel sangue i palermitani cattivi. Gli altri. I mafiosi.
E dopo, quando questa città sarà finalmente popolata da una stirpe di svedesi e finlandesi, selezionata secondo le migliori colture? Dopo cosa scriveranno? Di cosa si lamenteranno? Chi nutrirà la spocchia dei palermi-nani "comunque diversi". Lo domandiamo all'assessore Centorrino, autorità indiscutibile sul tema: Fulvio Abbate porterà sfiga?