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L'asta da capogiro che non riesce a sbloccarsi

Fondo pensioni ex-Sicilcassa
vende gli immobili, su "S" la lista


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La copertina del numero di S del marzo 2010 nella provincia di Palermo

La copertina del numero di S del marzo 2010 nella provincia di Palermo



Cinquantadue immobili tra edifici storici, residenziali, uffici, autorimesse e locali commerciali. Il Fondo pensioni della ex Sicilcassa ha messo sul mercato i gioielli di famiglia e “S”, il magazine che guarda dentro la cronaca, in edicola da sabato 20 febbraio, ne pubblica per la prima volta la lista completa. Un patrimonio da circa 400 milioni di euro, iscritto in bilancio però ancora al costo storico: ossia meno della metà. La prima gara, che ha visto Mediobanca come advisor finanziario e che prevedeva come unica garanzia da parte del potenziale acquirente un deposito di una cauzione di due milioni di euro, si è risolta con un nulla di fatto. E non mancano le domande ancora senza una risposta. Prima fra tutte, come mai quello che si presentava come un affare da capogiro, è caduto nel vuoto? Come mai, nonostante Unicredit si fosse impegnata – è possibile leggerlo nel bando – a finanziare fino al 50% dell'acquisto, i grandi operatori italiani ed esteri del real estate non si sono interessati all'operazione? “S” prova a fare i conti dell'operazione, rifacendosi ai parametri tariffari dell’Agenzia del territorio.

Il risultato è che 11 dei 52 beni messi in vendita, da soli, valgono 265 milioni di euro. Qualche esempio? Il palazzo di vetro di piazza Castelnuovo a Palermo (valore 30 milioni), l’immobile di via Cordova che ospita la procura generale della Corte dei conti e il call center di Alitalia (65 milioni) e la sede del Monte dei pegni del Banco (36 milioni). E mentre si continua a cercare un possibile acquirente si profila anche l'ipotesi di vendere gli edifici singolarmente.