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Si fingono mafiosi per estorcere denaro
Arrestati tre ventenni dello Zen


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Si sono spacciati per affiliati alla cosca mafiosa di Palermo-centro ed hanno minacciato un'anziana chiedendole diecimila euro, poi ridotti a cinquemila. La vittima ha messo il denaro in una busta che ha imbucato in una cassetta della posta indicata dai malviventi che sono stati bloccati in flagranza dagli agenti travestiti da muratori. In galera sono finiti Angelo Botta, 22 anni, Francesco Trapani, 18 anni, e Salvatore Conigliaro, 19 anni, tutti residenti allo Zen di Palermo. Alla vittima, che abita in una villetta nella borgata balneare di Mondello, i tre hanno chiesto all'inizio 10 mila euro quale necessaria copertura per ripianare dei debiti di gioco di un suo parente.  La donna, non facendosi intimorire dalle minacce, ha denunciato le intimidazioni al commissariato di Mondello. Subito sono scattate le indagini coordinate dalla Procura.
Con l'utilizzo di telecamere e intercettazioni telefoniche, gli investigatori hanno appurato così che i tre, con numerose telefonate, dicevano di essere mandati "dallo zio di Palermo-centro" chiedendo con insistenza e varie minacce i 10 mila euro, poi ridotti a 5 mila. Su indicazione degli investigatori, la donna ha messo il denaro nella sua cassetta della posta. I tre sono stati arrestati dai poliziotti appostati vicino la villetta e travestiti da muratori, uno di loro è stato bloccato dopo un lungo inseguimento.