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Il Bar dello sport

Miccoli, la grassezza del Genio


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Fabrizio Miccoli

Fabrizio Miccoli



Uno scrittore francese (Teophile Gautier) ha il merito di averlo scritto chiaro e tondo: il genio deve essere grasso, come l'artista. Al bando i languori, al bando la molesta magrezza. Il talento si misura dall'adipe e dalla circonferenza del girovita. Ora, nel caso di Fabrizio Miccoli parliamo di una grassezza immaginaria più che reale,  senza entrare nel mistero gioioso di una conformazione fisca che a volte lo fa sembrare ingiustamente grassottello. Parliamo cioè degli eccessi, del sovrappiù, dell'abbondanza che rende delizioso l'avere in squadra una simile compagnia. E si tratta di eccessi bonari, teneri, scusabili. Per esempio, per quanto sia un campione navigato, ad ogni sostituzione Fabrizinho ha la stessa reazione di  un ragazzino di quindici anni. Testa bassa, orecchie calate, camminata mugugnante verso la panchina. E' accaduto anche ieri, nella festa contro la Lazio. Ma ciò, lungi dal preoccuparci, ci conforta. E' segno di attaccamento al gioco e alla maglia. E' segno di amore per il palleggio infinito, per il dribblng incessante. E' una particella infinitesimale del Genio. E di genialità sanno certe pause seguite da scariche di magia pura. Talvolta il nostro si addormenta, si nasconde tra le pieghe della partita, o di una o più partite, per riemergere col coltello tra i denti e affondare gol e assist nel cuore dell'avversario di turno.
Innegabile il paragone con un altro Genio grasso in tutti i sensi: Diego Armando Maradona. Alla fine della partita, Miccoli ha confessato: "Dietro la misteriosa signora che si è aggiudicata all'asta l'orecchino di Maradona c'ero io''.  Risolto un mistero italiano, con candore e tranquillità. Lo stesso candore di una risposta al sottoscritto, nel corso di un'intervista: "Ho il tatuaggio di Che Guevara perché lo porta Diego (Maradona), il mio idolo". Un altro avrebbe costruito intorno alla domanda pagine di rivendicazioni sociali e di narcisismo. Miccoli no. Lui si piace così, con la sua grassezza mai ovvia da artista. E così piace anche a noi.