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Clan rumeni e albanesi gestivano il racket

Prostituzione e aggressioni:
scattano le manette a Catania


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aggressioni, Catania, prostituzione, Cronaca
Cinque arresti e quattro fermi sono stati eseguiti da agenti della polizia di Stato della Questura di Catania nell'ambito di un'operazione contro la prostituzione che ha fermato una serie di 'raid' punitivi tra gruppi rivali. Gli indagati sono quattro donne straniere, romene e albanesi, e cinque uomini, due dei quali italiani. I nove sono accusati, a vario titolo, di riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione, tentata estorsione e rapina. Secondo quanto emerso dalle indagini della polizia, gli indagati apparterrebbero a fazioni tra loro contrapposte entrate in contrasto per il controllo della prostituzione in alcune zone del centro e della periferia di Catania. Nell'ambito di questa contrapposizione gli indagati avrebbero compiuto dei raid 'punitivi' nei confronti dei rivali armati di coltelli e bastoni.

Le indagini sui clan di romeni e albanesi che gestivano il racket della prostituzione, sfociate in cinque arresti e quattro fermi da parte della polizia di Catania, sono state avviate in seguito alle denunce di due prostitute. Gli investigatori hanno accertato anche alcuni episodi di aggressione tra prostitute di diverse nazionalità per garantirsi il posto sulla strada. Nel corso della conferenza stampa il questore Domenico Pinzello ha spiegato che l'attività era molto redditizia. Una prostituta che ha collaborato con le forze dell'ordine ha rivelato di avere guadagnato in tre anni e mezzo di attività a Catania oltre 600 mila euro, denaro con il quale ha comprato due appartamenti e un negozio nel suo paese d'origine e un appartamento a Catania e di avere avuto una disponibilità di quasi 50 mila euro in contanti. Un'altra prostituta ha denunciato di avere subito una rapina alle 11 di mattina: i rapinatori l'avrebbero derubata di 300 euro, l'incasso ottenuto durante le prime ore della giornata.