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Made in Sicily, ecco
come scovare i "tarocchi"


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Dai banconi del supermarket ai semplici mercati rionali. Il “tarocco” non conosce confini. E così i carciofi provenienti dall’Egitto vengono spacciati per quelli di Cerda, i vini che riportano nell’etichetta un vitigno coltivato nell’Isola, ma che di siciliano hanno solo il nome. Casi di frode e di mistificazione sono all’ordine del giorno per gli uomini della Guardia di Finanza specializzati nella ricerca di falsi. Siano essi prodotti dell’agroalimentare, colonna portante dell’economia regionale, o di altro genere. Per difendersi dai marchi “taroccati”, la delegazione siciliana di Assoutenti ha appena sfornato una guida rivolta ai consumatori siciliani “Leggi il marchio e guarda l’etichetta”. Stampata in ventimila copie, in 40 pagine l’associazione ha sintetizzato le regole per decifrare simboli e sigle, molti dei quali riconosciuti da Bruxelles, che certificano la qualità del prodotto. “Esiste una sorta di messaggio cifrato, quasi criptico, che fa sì che la leggibilità di questi marchi sia spesso difficile”, spiega la responsabile di Assoutenti Sicilia, Stefania Nicosia, che ha curato il coordinamento editoriale dell’opuscolo. Qualche esempio? L’Emas, l’Enviroment management and audit scheme, cioè il marchio di certificazione europea del sistema di gestione ambientale. O ancora l’Imq, il marchio che attesta la sicurezza dei prodotti e ne certifica la conformità elettrica o a gas. Fino ad arrivare al marasma di sigle nel settore agroalimentare: bio (che sta biologico), dop (che sta per denominazione d’origine protetta), igp (indicazione geografica protetta), stg (specialità tradizionale garantita) pat (prodotti agroalimentari tradizionali), tanto per fare qualche esempio. “L’obiettivo – aggiunge Nicosia che adesso presenterà l’iniziativa in tutte le province dell’Isola – è quello di coinvolgere attivamente il consumatore, il quale dovrà svolgere un ruolo di coscienza critica anche nei confronti delle stesse aziende produttrici”. A questo pensa il programma generale della Regione 2009-2010 che ha a disposizione oltre 1,2 milioni di risorse per progetti destinati alla tutela dei consumatori. La graduatoria è già pronta e sono state finanziate in tutto 19 iniziative. Tra queste c’è anche quella di Assoutenti che ha ricevuto un finanziamento di 30 mila euro.