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Direttori generali, Lombardo replica

"Decisione senza precedenti"


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Raffaele Lombardo

Raffaele Lombardo



''Apprendo dalle agenzie di stampa che il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro Fitto, avrebbe disposto l'impugnativa, mediante conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale, delle deliberazioni con le quali la giunta regionale di governo ha provveduto alla nomina di 9 dirigenti generali esterni''. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. ''Si tratta di una notizia che era stata anticipata dai vertici regionali del partito del ministro Fitto - aggiunge - Sembrerebbe che la violazione venga individuata nel fatto che la percentuale di nominati sia pari al 30% dei posti disponibili, mentre la legge nazionale prevede un limite del 10%. Se le notizie trovassero riscontro saremmo di fronte ad un accadimento che, oltre a non avere precedenti noti, lascia attoniti per la sua palese estraneità al sistema istituzionale''. ''Infatti, secondo quanto prevede l'art. 14 dello Statuto prosegue Lombardo - la Regione siciliana ha potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici regionali e del suo personale. Nessuna competenza ha, in materia, lo Stato, le cui leggi trovano applicazione solo se la Regione non abbia altrimenti".

"E' un governo che pretende di ignorare un paio di articoli di uno statuto che è Costituzione: quello che ci conferisce poteri esclusivi in materia di organizzazione del personale e quindi di scelta dei dirigenti esterni e del loro numero". Lo ha detto il presidente della Regione Raffaele Lombardo, a margine del convegno sull'Airc che si sta svolgendo a Palazzo d'Orleans, commentando la decisione di ieri del Consiglio dei ministri che ha bocciato la nomina dei dirigenti esterni alla Regione. "Ci si rende conto chiaramente - ha aggiunto - di come sia strumentale questa iniziativa e non so proprio a cosa servirà, certo a non intimidirci. E' fin troppo chiaro che si tratta di una scivolata che la Corte costituzionale, davanti alla quale faremo valere le nostre ragioni, provvederà a rimediare". Alla domanda se dietro la decisione del Consiglio dei ministri ci siano pressioni politiche del Pdl (parte del quale in Sicilia sta all'opposizione), Lombardo ha detto che "é una scivolata il cui intento è sotto gli occhi di tutti. Noi comunque andremo avanti con le riforme, mentre va battuto l'ascarismo che ha messo in ginocchio la Sicilia".