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Voleva uccidere sua madre col topicida

Storia di veleni e delitti
(tutto in famiglia)


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arresto, madre, purè, topicida, Cronaca
Da piccoli avranno forse visto il film Arsenico e vecchi merletti di Frank Capra, dove le zie del protagonista, Abby e Martha, uccidono i propri affittuari con il veleno occultandone i cadaveri in cantina, Angelo Clemente e la sorella Anna. Il giovane, 21 anni, è stato arrestato oggi per avere messo del veleno per topi nel puré di patate per assassinare la madre, Mattia Brancasi, 60 anni, vedova. Ma è stato scoperto dalla mancata vittima che lo ha denunciato. La sorella di Angelo nel 1999, quando aveva 29 anni, uccise invece con il pesticida nel gelato la zia che l'aveva adottata, Adelina Brancasi. E ingaggiò due sicari per ammazzare il padre e il fratello adottivo e impadronirsi dei loro beni. Fu condannata a 16 anni di reclusione, con sentenza confermata dalla Cassazione. La vittima era sorella di Mattia, che è scampata alla stessa morte. Stamane il figlio della donna è stato arrestato dai carabinieri di Valderice (Trapani) in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere. La mamma del giovane si era accorta della presenza di una strana polvere di colore blu nella cena che lei stessa aveva preparato. La sera prima, mentre stava sistemando la biancheria, aveva notato buste di topicida in polvere, avvolte in un lenzuolo custodito in un cassetto. La polvere aveva lo stesso colore di quella che era stata sparsa nel puré. Secondo gli investigatori il tentato omicidio sarebbe maturato nell'ambito di contrasti familiari. Undici anni fa l'omicidio di Adelina Brancasi, 49 anni, in un primo momento era stato archiviato come un caso di intossicazione alimentare. Il delitto fu scoperto in seguito al tentativo della ragazza di sbarazzarsi anche del padre e del fratello adottivo - Antonio Mazzara, 52 anni e il figlio Gaspare, di 28 - ingaggiando due killer che ferirono con colpi di pistola i due familiari simulando una rapina in casa. Le indagini dei carabinieri consentirono di risalire alla mandante dell'agguato e al movente. Anna, che aveva assunto il cognome Mazzara dopo l'adozione, ammise le sue responsabilità, spiegando di avere avvelenato la madre adottiva e di avere ordinato l'uccisione degli altri due familiari per motivi economici. Ad incastrare Angelo Clemente è stato, invece, lo scontrino della farmacia in cui aveva comprato il veleno, trovato dai carabinieri nella casa dove il ragazzo abita con la madre. Il piano del giovane sarebbe scattato perché i litigi in famiglia erano diventati una consuetudine. La signora, infatti, rimproverava il figlio perché rincasava tardi e aveva cattive frequentazioni. L'ordinanza d'arresto è stata emessa dal gup del tribunale di Trapani, su richiesta del pm Cristiana Macchiusi, che ha coordinato le indagini.

Fonte Ansa