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Palermo, gli Akkura ai Candelai


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Continua il tour di promozione del disco-libro "Brucerò la Vucciria(col mio piano in fiamme)" (edito da Dario Flaccovio Editore) che ha portato gli Akkura in giro per l’Italia.

Venerdì 5 marzo la band farà tappa a "I Candelai" di Palermo (Via dei Candelai 65 - ore 22.00 – ingresso 3,00 euro) per dare vita ad un concerto tutto nuovo nel segno di un album avventuroso (registrato a Rio de Janeiro e prodotto da Moreno Veloso e Domenico Lancellotti), vestito di un sound moderno, tra elettronica e tradizione.

"Brucerò la Vucciria (col mio piano in fiamme)" ha segnato una felice svolta artistica della band, accolta con entusiasmo da pubblico e critica. Nella tappa palermitana gli Akkura saliranno sul palco con una formazione inedita. Il sestetto (composto da Riccardo Serradifalco - voce e chitarra -, Sergio Serradifalco – contrabbasso -, Salvo Compagno – percussioni -, Fabio Finocchio – batteria -, Marco Terzo – trombone - e Claudio Montalto - tromba) per l’occasione verrà accompagnato da Tommaso Quinzio (clarinetto), Giammartino Della Delizia (piano ed organo), Mezz Gacano (chitarra Gacana) e Roberto Cammarata (chitarra elettrica) .

L'apertura del concerto sarà affidata al nuovo progetto di Serena Ganci e Simona Norato, "Iotatola". “Brucerò la Vuccirìa (col mio piano in fiamme)” è un libro (con in allegato il disco) che si propone di raccontare la Palermo di oggi offrendo uno spaccato credibile, omogeneo ma al tempo stesso articolato che attraversa la città su vari livelli. Per questo lavoro il gruppo siciliano si è circondato di scrittori emergenti (Dario Tosini, Andrea Gullotta e Alli Traina) o già affermati come il cantautore Cesare Basile e il teatrante Davide Enia e un rinomato fumettista, Sergio Algozzino.

Il disco, che accompagna la lettura dei racconti del libro, è il risultato di una ricerca di nuove soluzioni, sia musicali che testuali, per trovare un equilibrio tra le cavalcate balcaniche dei dischi precedenti e ritmi più antichi e tradizionali. I testi dei brani, più espliciti e diretti rispetto a quelli scritti per i dischi precedenti, dichiarano che questo è un disco con un tema ben preciso: Palermo. Gli Akkura hanno quindi voluto che le proprie riflessioni fossero chiare, a tratti provocatorie (“Brucerò la Vucciria”), descrittive (“Kalsa Mex”) o dettate dall'orgoglio (“Sabbie immobili”).