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La bacchettata della Corte dei Conti

"Troppe consulenze in Sicilia"
Il Comune di Palermo nel mirino


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comuni, corte dei conti, palermo, sicilia, Cronaca
Troppe consulenze nei Comuni siciliani. Soprattutto l'amministrazione palermitana ha previsto incarichi esterni a più persone per prestazioni uguali e senza ricorso a concorso pubblico. L'esame, che analizza i dati del 2007, è della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti che ha depositato le nove relazioni relative alle consulenze conferite dai Comuni capoluogo di provincia. I magistrati istruttori, Licia Centro e Giuseppa Cernigliaro, hanno esaminato tutti i provvedimenti con cui i nove Comuni hanno provveduto all'affidamento delle consulenze. "Nonostante - osserva la Corte - i numerosi interventi legislativi tesi, negli ultimi anni, a scoraggiare il ricorso a consulenti ed esperti esterni al fine del contenimento della spesa corrente degli enti, sono tuttora presenti numerose criticità. Tra le principali, il continuo e sistematico rinnovo di incarichi esterni per lo svolgimento di funzioni rientranti nell'ordinaria attività amministrativa dell'ente nonché il frequente ricorso alla scelta dei consulenti mediante nomina fiduciaria, e non, come impone la legge , tramite ricorso a procedure di evidenza pubblica".
Ulteriori criticità sono il ricorso a consulenti senza aver preventivamente accertato la concreta impossibilità di ricorrere al personale in servizio e la determinazione dei compensi ai professionisti esterni che, in svariati casi, non sono agganciati ad alcun parametro di riferimento. Singolare il caso di Palermo. Con un provvedimento del sindaco, sono stati affidati incarichi a 24 soggetti esterni, senza procedura selettiva per "l'organizzazione e la promozione di eventi e manifestazioni" e il "regolare svolgimento dei compiti di informazione alla cittadinanza delle attività del Comune". Non solo in molti casi le prestazioni erano le stesse, ma per il medesimo compito (la "collaborazione alle attività d'informazione del Comune di Palermo") sono stati previsti compensi sensibilmente diversi. Infine, in numerosi casi, relativi anche agli altri Comuni presi in esame, non è stata prodotta la relazione per attestare i risultati dell'attività di consulenza.