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Legalità

A spasso nel giardino del boss
Scolaresca visita il covo di Riina

Sabato 06 Marzo 2010 - 18:17
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Ha preso il via questa mattina, dalla villa che fu il covo di Toto' Riina, e recentemente assegnata all'Ordine dei giornalisti della Sicilia, il percorso educativo sulla legalità, rivolto ad una rappresentanza di studenti delle scuole superiori provenienti dalla provincia di Vicenza, dagli studenti dell'IISS ''Stenio'' e della scuola media "Tisia d'Imera" di Termini Imerese. L'evento, giunto alla sua terza edizione, quest'anno ha il titolo ''Il giornalismo che non muore'', ricordando le figure dei tanti giornalisti che hanno sacrificato la propria vita in virtù dei propri ideali di legalità. Il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Sicilia, Franco Nicastro, ha spiegato ai ragazzi l'importanza dell'informazione, come strumento di consapevolezza del fenomeno mafioso e di formazione di una coscienza civile contro le mafie e l'illegalita'. Gli studenti, subito dopo, si sono spostati a Piana degli Albanesi per visitare i luoghi dell'eccidio di Portella della Ginestra, dove poi hanno pranzato presso l'agriturismo sorto sui beni confiscati ai boss, gestito dalle cooperative di LiberaTerra. Nel pomeriggio i ragazzi hanno fatto tappa a Brancaccio per scoprire da vicino la figura di don Pino Puglisi e il contesto in cui operava il prete ucciso da Cosa nostra, dove hanno incontrato i volontari del ''Centro Padre Nostro'', fondato da don Pino, che ancora oggi continuano la sua azione educativa nel territorio.



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