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Il Bar dello sport

Ma perché lui no?


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fabrizio miccoli, nazionale, Bar dello sport
Perché lui no in Nazionale? Che ci ha, lo scorbuto? Non sa stare a tavola? Perché - per esempio - il pallido Gilardino sì e lui no? Perché il piedipiatti Del Piero? Perché il fantasma di Totti? Insomma, tutti parlano di tutti in Nazionale ai Mondiali. Ma di Fabrizio Miccoli non si fa cenno. E lui, ieri, l'ha fatto notare con garbo: "Perché non si parla giammai di me?".
Eppure, Fabrizio, in questo momento, è il miglior giocatore italiano (sissignore), è decisivo, sta portando in alto il Palermo, lassù,  con la forza delle sue magie. Appena una settimana fa si è divertito a disegnare un arcobaleno diabolico sopra la capoccia del bianconero Manninger. Ieri ha fulminato un insuperabile Rubinho. Due gol e sei punti, colti in un giardino di giocate d'alta classe. Dunque, perché nessuno - a parte noi, cronistuzzi siciliani ed evidentemente campanilisti - scrive di Fabrizinho con la maglia azzurra? Chissà. Certe brutte storie suggeriscono che i media di questo paese siano - perfino nel calcio, pensate - legati agli interessi di bottega e al cap del Comune di residenza. E dunque i romani per Totti, i torinesi per Del Piero, i milanesi per Balotelli (che è palermitano). Stentiamo a crederlo. Deve esserci un altro motivo per spiegare l'incredibile dimenticanza del Romario di Palermo, ogni volta che si stilano le liste del Sudafrica. La stampa è libera, che diamine! E non segue mai il campanile!
Infatti, noi Miccolinho lo vorremmo in Nazionale pure se fosse padano. Pure se fosse intelligente come Bossi e bello come Calderoli. E simpatico come i Lippi (padre e figlio). R.P.