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Il blitz Palermo-Usa

"Pacchione" e "Bulldog"
Ecco i nomi in codice


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Si chiamano con nomi in codice da "Pacchione" a "Bulldog", i presunti mafiosi fermati su ordine dei pm palermitani tra Stati Uniti e Sicilia nell'ambito di un'operazione antimafia che alza il velo su nomi insospettbili del gotha di Cosa nostra. "Particolare cautela - scrivono i magistrati nell'ordinanza di fermo - è adottata dagli associati nelle loro conversazioni tanto che gli stessi evitano attentamente di pronunciare i loro nomi di battesimo nelle conversazioni telefoniche. Tale è l'attenzione rivolta a questo aspetto che gli indagati hanno sempre esordito con il termine convenzionale amico mio praticamente nella totalità delle migliaia di telefonate intercettate, ed hanno sempre indicato taluni di loro, ove indispensabile, con nomi convenzionali e mai con riferimenti anagrafici". I magistrati dicono che è stato possibile attribuire "lo pseudonimo mastino a Gioacchino Corso, quello di rottweiler a Francesco Guercio, chiamato spesso anche il pacchione, quello di bulldog a Francesco Ferdico, quello di chiwawa ad Andrea Casamento, quello di zio o ancora di Peppuccio a Giuseppe Lo Bocchiaro, quello di scioppetto o scioppettino a Giuseppe Frusteri, quello di turco per Salvatore Luisi". "Altrettanto utile alla individuazione degli indagati - aggiungono i pm - sono stati i riferimenti ai rapporti di rispetto, da sempre tenuti in grande considerazione nell'ambiente mafioso. Giuseppe Di Maio è, dunque, figlioccio di Gioacchino Corso. Allo stesso modo Giuseppe Lo Bocchiaro é "parrino" di Pietro Pilo, a sua volta parrino di Francesco Guercio