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Palermo, il Pd attacca

"Irregolarità nei rimborsi Tarsu"


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palermo, rimborsi, tarsu, Politica
Non ci sarebbe stata alcuna notifica ai cittadini destinatari dei rimborsi Tarsu e nelle somme non sarebbe stato calcolato l'interesse legale. Quello dei rifiuti, e delle tasse sui rifiuti, per la città di Palermo è sempre un nervo scoperto. Così mentre nelle case dei palermitani arrivano le prime lettere di riscontro a proposito del rimborso sulla Tarsu per il 2006, iniziano le polemiche anche in vista della discussione in consiglio comunale del nuovo regolamento in questione.

Nel corso di una conferenza stampa il gruppo del Partito democratico a Palazzo delle Aquile ha denunciato alcuni presunti vizi formali a proposito delle missive con le quali chi ha pagato quattro anni fa una Tarsu maggiorata del 75 per cento adesso viene risarcito del danno. Questo, dopo che due sentenze del Tar hanno bocciato il regolamento sui tributi dovuti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, voluto dalla giunta del sindaco Diego Cammarata nel 2006.

I rilievi mossi dal Pd vanno “dalla mancata notifica delle lettere attraverso raccomandata ma con posta ordinaria, al presunto non riconoscimento degli interessi sulle somme pagate”. Dal Comune, però, rispondono che tutte le procedure rispettano la Determinazione dirigenziale numero 6 del 13 gennaio 2010, che prevede il rimborso d’ufficio della tassa in questione.

Tutto ciò, proprio alla vigilia della discussione a Sala delle Lapidi del nuovo regolamento Tarsu, rilasciato dall’amministrazione comunale a fine gennaio scorso. Un documento, quello, che prevederebbe alcuni sgravi sulla tassa-rifiuti, come quelli del 30 per cento per i lavoratori dipendenti con un reddito fino a 15 mila euro, o per i pensionati fino a 7.500 euro, e che aveva incassato l’approvazione delle sigle sindacali. Consenso che non è venuto e che non verrà da parte del Pd.

Nel regolamento sarebbe anche previsto uno sconto, sempre del 30 per cento, per le sedi di partito e di sindacato. E proprio questo è uno dei punti contestati dal maggiore gruppo dell’opposizione comunale: “Come partito rinunceremo, qualora venisse approvato questo testo, alla riduzione che ci spetterebbe – afferma il consigliere Pd Rosario Filoramo – Ma già da ora presenteremo un emendamento per abolire quel passo del nuovo regolamento”.

Critiche dal Pd arrivano anche a proposito delle spese complessive per la copertura del servizio igiene ambientale, previste dall’attuale amministrazione: “Le entrate attraverso il gettito della Tarsu sono quantificate in 105 milioni di euro – conclude Filoramo – Ma le uscite ammontano a 118 milioni di euro. I conti non tornano”.