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Dopo l'aut aut del Giornale di Sicilia

Il caso di Clelia Coppone
L'Ordine dei giornalisti avvia le verifiche


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Clelia Coppone qualche giorno fa scriveva “grazie, anche se non credo che cambierà nulla”, in risposta a uno dei numerosi attestati di solidarietà che hanno inondato la sua bacheca di Facebook da quando si sono accesi i riflettori sulla sua vicenda. Come molti ricorderanno, Clelia è la ragazza coraggio che ha denunciato all'Ordine dei giornalisti e all'Assostampa il "trattamento" subito dal Gds: se avesse accettato il contratto offerto dal settimanale Sicilia Oggi, - dice lei - avrebbe dovuto rinunciare alla sua collaborazione più che decennale col quotidiano di via Lincoln. Così è stato, ma ha deciso di non andare via in silenzio e ha raccontato quel che le era successo in una lettera aperta, accendendo i riflettori sulla vicenda, emblema e caso per niente isolato del trattamento spesso riservato ai collaboratori giornalistici. Questo pomeriggio, infatti, l'ordine dei giornalisti ha incontrato i vertici di via Lincoln per parlare del “caso Coppone”. Pochissime, le informazioni recuperate sulla riunione.
Riccardo Arena, membro del consiglio di redazione del Giornale di Sicilia, ha scelto di non commentare “credo che sentiremo la collega – ha detto – per il resto preferisco non aggiungere altro”.
La stessa riservatezza è stata mantenuta anche da Franco Nicastro, presidente dell'Ordine dei giornalisti siciliano. Nicastro, in due battute, ha però aperto uno spiraglio ammettendo che a partire dallo spunto fornito dal caso Coppone, l'Ordine vaglierà altri casi: “il consiglio – ha detto Nicastro – ha espresso un giudizio molto critico e preoccupato sul Giornale di Sicilia. Ad ogni modo faremo altre verifiche, per il resto in questo momento non posso aggiungere altro”.