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Dell'Utri e polemiche

Quando Travaglio attacca i giudici


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, Cronaca
Lo scoop c'è tutto. E' firmato Marco Travaglio nella sua rubrica settimanale su L'Espresso. Questa volta nel mirino del tribuno di Santoro non sono finiti nè politicanti di centrodestra, nè malfattori in vena di scorribande affaristico-sessuali. No, questa volta il Signornò se la prende con i giudici della Corte d'Appello di Palermo che hanno rigettato la richiesta dell'accusa al processo Dell'Utri di ammettere la testimonianza di Massimo Ciancimino: "Per motivarla - scrive Travaglio - i giudici hanno partorito un'ordinanza-fiume di 9 pagine, del tutto irrituale anche per il suo contenuto: parole durissime sull'attendibilità del teste per la "progressione, l'irrisolta contradditorietà" e la "genericità" delle sue dichiarazioni. Ma come può - si chiede Travaglio - un giudice stabilire che un testimone è inattendibile se non lo ascolta nemmeno per trenta secondi?". La domanda resta sospesa in aria, ma il sospetto per il fondatore de Il Fatto è ben più grave: "L'ordinanza che dà del contraddittorio a Ciancimino non potrebbe essere più contraddittoria. E non promette nulla di buono sulla serenità dei giudici che, fra qualche mesem giudicheranno Dell'Utri". Un'entrata a gamba tesa alla vigilia della sentenza che il collegio presieduto da Carlo Dell'Acqua dovrebbe emettere entro la fine di maggio.