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Piano rifiuti

Ars, approvati due articoli
Ora si affronta la questione Ato


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piano rifiuti, sicilia, Politica
Procedono i lavori d’aula sul piano rifiuti. La seduta di oggi, dopo l'appprovazione degli articoli 1 e 2, ripartiva dalla votazione degli emendamenti all’articolo 3 ed è rimasta impantanata su un correttivo presentato dai deputati autonomisti Arena, Musotto e Romano. Tutte le altre proposte di modifica all’articolo erano già state affrontate, ma sull’integrazione proposta dagli esponenti Mpa, il presidente ha preferito accantonare l’intero articolo, in attesa di capire se sarebbe stato ritirato o se messo ai voti.

La proposta autonomista prevedeva la creazione di accordi interprovinciali sull’organizzazione delle discariche e la gestione dei rifiuti. Sul punto il dibattito in aula è andato avanti a lungo, fino alla decisione di mettere da parte l’intero articolo. Ma anche sul quarto dei diciotto articoli che compongono la legge, il percorso d’aula non è stato sereno.

Ad impantanare l’ordine dei lavori, questa volta, un emendamento a firma di quattro deputati democratici (Panepinto, Galvagno, Di Benedetto, Apprendi), sostitutivo dell’intero articolo: il testo, che affronta la delicata questione delle competenze dei Comuni, dà maggiori poteri e autonomie agli Enti Locali, rispetto a quanto contenuto nel disegno di legge originario.

Sono state necessarie quasi due ore di sospensione e la convocazione della conferenza dei capigruppo per annunciare, al ritorno in aula, il ritiro di ambedue i correttivi, quello dell'Mpa e quello del Pd. Entrambi gli articoli, che disciplinano le competenze di Province e Comuni in materia di gestione integrata dei rifiuti, alla fine sono stati approvati e il dibattito in sala d'Ercole è potuto così proseguire, approdando al quinto, delicatissimo, articolo: quello che indicherà il numero definitivo degli Ato (ambiti territoriali ottimali).

Sulla spinosa questione, come prevedibile, i lavori d'aula si sono impantanati un'altra volta. Nove (uno per provincia), infatti, gli ambiti territoriali proposti nel disegno di legge, con la possibilità di arrivare a dodici, qualora si scegliesse di rendere indipendenti gli Ato delle tre città metropolitane. Ma già in aula se ne sono proposti, in totale, quattordici e il dibattito si è nuovamente acceso. Seduta sospesa e rinviata a domani pomeriggio.

In serata, mentre il dibattito era ancora in corso, Fabio Mancuso (Pdl) ha provocatoriamente chiamato in causa la par condicio: “visto che ieri ci siamo fermati al fischio d’inizio della partita, da juventino ricordo al presidente che stasera giocherà un’altra grande squadra".