Live Sicilia

La riforma in discussione all'Ars

Rifiuti, approvati
i primi due articoli


Articolo letto 550 volte

VOTA
0/5
0 voti

, Politica
La munnizza, croce e delizia degli amministratori siciliani, torna ad essere la protagonista della cronaca politica dell'Isola: sono state necessarie un paio di sedute di discussione, infatti, ma ieri sala d'Ercole ha dato il via all'approvazione dei primi due articoli del disegno di legge sulla riforma degli Ato (gli ambiti territoriali ottimali). Dopo il voto al Piano Casa, primo vero banco di prova della nuova maggioranza parlamentare formata dall'asse Pd-Mpa-Pdl Sicilia, la norma sulla gestione integrata dei rifiuti si preannuncia come la prima grande riforma nell'era del Lombardo-ter. La norma prevede la riduzione degli Ato, che dagli attuali 27 arriveranno così a un numero che potrebbe variare da un minimo di nove a un massimo di dodici. La nuova normativa prevederà inoltre maggiore autonomia dei Comuni, che potranno, tra gli altri provvedimenti previsti dal disegno di legge, anche programmare interventi mirati alla differenziazione dei rifiuti. Il confronto sui numerosi emendamenti presentati sia da maggioranza che da opposizione è stato lungo e serrato, fino al compromesso trovato tra i parlamentari del gruppo misto e l'assessore al ramo: se Maria Anna Caronia e Cateno De Luca hanno infatti ritirato un consistente numero di emendamenti, dall'altra parte Pier Carmelo Russo ha accettato la proposta dei deputati di far rientrare una parte della copertura economica necessaria, nella prossima finanziaria. Già la scorsa settimana l'ingresso della norma in sala d'Ercole aveva creato non poche polemiche, a partire dall'opposizione portata in aula da Pdl ufficiale e Udc, alla quale si è ribellato Totò Cintola, deputato nelle fila di Cuffaro. “Qui si perde tempo – aveva detto lo stesso Cintola, appena uscito dall'aula – ostruzionismi, verifica di numero legale. La Sicilia affonda e questi parlano”. Ma lo sfogo di Cintola non ha portato i risultati che lui stesso aveva sperato. Così ieri pomeriggio si è ripetuta la stessa scena che aveva mandato il deputato su tutte le furie: per ben 4 volte, infatti, l'opposizione in aula ha chiesto la verifica del numero legale. L'ultima delle 4 volte i deputati presenti erano poco meno di 40, a fronte dei 42 necessari per proseguire, così la seduta è stata sospesa per un'ora. Durante i sessanta minuti di attesa, molte tra le voci ne corridoi davano già per conclusa la seduta: “Non ricominciano – diceva qualcuno – alle otto e mezzo gioca l'Inter”. Cintola, intanto, ha approfittato della sosta per tornare  sulla questione: “l’Assemblea regionale siciliana – ha detto il deputato Udc – non riesce ancora a legiferare, dopo quattro sedute, sulle norme di riordino del sistema dei rifiuti perché in Aula persiste una situazione incancrenita che si giova della contrapposizione tra chi è al potere e chi è all’opposizione per piegare il regolamento parlamentare a strani bizantinismi che non consentono di varare una legge importante per la Regione”. In ogni caso, con sorpresa di buona parte dei presenti, la seduta è ripresa e sono stati votati i circa venti emendamenti che mancavano all'appello per approvare il secondo dei diciotto articoli che compongono la legge. Gli articoli approvati inquadrano (art 1) gli ambiti di applicazione della legge, dalla prevenzione della produzione dei rifiuti, alla promozione della raccolta differenziata;  dall'ottimizzazione dello smaltimento, alla valorizzazione della partecipazione dei cittadini, nonché le competenze della Regione (art 2). Soltanto l'ultimo emendamento, a firma di alcuni deputati del Pd, è stato accantonato e verrà discusso in Aula successivamente: si tratta di un'integrazione all'art. 2 che indica gli ambiti su cui l'assessorato regionale all'energia e servizi di pubblica utilità dovrebbe vigilare, nonché gli interventi finalizzati alla riduzione della Tarsu (la tassa sui rifiuti). E già qualcuno, tra i più maliziosi, sussurrava: “Questo è lungo da discutere e l'arbitro ha già fischiato il fischio d'inizio...”.