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Mafia. In appello pene ridotte per quattro

Old Bridge, condanne
per i quindici imputati


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Nicchi e Mandalà a New York

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La terza sezione della Corte d'appello di Palermo, presieduta da Rocco Camerata Scovazzo, ha condannato i 15 imputati del processo Old Bridge, celebrato con il rito abbreviato in primo grado; un altro troncone è ancora in corso davanti al tribunale, con il rito ordinario. La sentenza, emessa questo pomeriggio, dopo sei ore di camera di consiglio, modifica solo in parte - per quattro posizioni - la decisione del Gup Rachele Monfredi, che il 3 febbraio 2009 aveva anche assolto otto imputati, contro i quali la Procura non aveva presentato ricorso. Le pene sono state ridotte per Stefano Marino e Antonino Chiappara, che dovranno scontare 5 anni e 10 mesi ciascuno (in primo grado avevano avuto entrambi 7 anni e 8 mesi), per il boss Tommaso Lo Presti, nei cui confronti la pena è stata ricalcolata, col meccanismo della continuazione, in 5 anni e 8 mesi, e per Giuseppe Brunettini, che ha avuto 5 anni e 10 mesi(contro i 6 anni, 2 mesi e 20 giorni inflittigli dal Gup).
Nel processo Old Bridge erano stati ricostruiti i rapporti tra la mafia palermitana e quella italoamericana, e gli attriti sorti dopo la decisione dei cosiddetti "scappati", i mafiosi emigrati negli Usa nei primi anni '80 per evitare la mattanza corleonese, di rientrare in Italia: questi fatti sono trattati pero' nel dibattimento ancora in corso davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo. Nella parte del giudizio definita oggi in appello, invece, si affrontavano estorsioni e reati di associazione mafiosa. Tra le estorsioni contestate ce n'era una ai danni delle autolinee Cuffaro, di proprietà di lontani parenti dell'ex presidente della Regione Sicilia e amministrata da Giuseppe Cuffaro, fratello dello stesso attuale senatore dell'Udc. Nel complesso, le pene ammontano a poco meno di ottant'anni di carcere e riguardano esponenti di famiglie mafiose come Brancaccio, Porta Nuova, Palermo Centro. Condannati Giovanni Adelfio, che, in continuazione con precedenti condanne, si è visto confermare sei anni; Francesco Adelfio, con lo stesso meccanismo, quattro anni e sei mesi; Nicola Di Salvo, sette anni e otto mesi. Lorenzo Di Fede, pure lui in continuazione, sei anni e sei mesi. Maurizio Di Fede, nove anni e otto mesi; Giovanni De Simone otto anni e sei mesi; Gaetano Savoca, in continuazione, quattro anni; Andrea Adamo, tre anni, Giuseppe Savoca, Cesare Carmelo Lupo e Benedetto Graviano, un anno e sei mesi a testa. Confermati anche i risarcimenti dei danni in favore delle parti civili: 20 mila euro sono stati assegnati alla Autoservizi Cuffaro di Casteltermini; 40 mila alla Provincia di Palermo; 25 mila ciascuno a Confcommercio e Confindustria Palermo; Addiopizzo, Sos Impresa, Solidaria, Federazione antiracket, Centro studi Pio La Torre avranno 15 mila euro ciascuno.