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Il consigliere dell'Mpa attacca il sindaco

Ex Pip, Mimmo Russo guida il corteo:
"Cammarata, vattene a casa"


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“Dimettiti, dimettiti”, “Brunello, sindaco brunello”, “Vatinni a casa”: questi alcuni degli slogan urlati lungo via Libertà dai pip in corteo contro il sindaco Diego Cammarata e per chiedere la stabilizzazione. Tutti gli altri slogan urlati alla manifestazione scadevano in insulti personali al primo cittadino. A capitanare il corteo, non un libero cittadino, come lui stesso si è definito, ma uno degli inquilini di palazzo delle Aquile: Mimmo Russo, ex capogruppo dell'Mpa, sfiduciato qualche giorno fa dai sui colleghi di partito. Che Mimmo Russo fosse deciso a fare la guerra  a Cammarata, è noto da tempo. La linea del partito, di opposizione ferma al governo della città, lui l'ha adottata con tutti i crismi.

[video width="320" height="240"]http://www.youtube.com/watch?v=4A-yfSYvuec [/video] Così Mr Borgo Vecchio, il signor 2.228 voti alle ultime amministrative, ha cominciato a fare opposizione al primo cittadino di Palermo con tutti gli strumenti a sua disposizione: ostruzionismo d'aula, mozione di sfiducia, comunicati stampa, manifesti in giro per la città. Era metà ottobre quando Palermo si è svegliata tappezzata dai manifesti a firma Mpa, che recitavano gli slogan: «Ztl, Tarsu, Amia, Amap, Amat, Gesip, Irpef. Cammarata vatinni» e «Cammarata ci hai preso per il cool. Ti nn'ha gghiri». Da capogruppo degli autonomisti, è stato portavoce delle istanze del partito contro il primo cittadino, fedelissimo del capo del Senato Renato Schifani e del guardasigilli Angelino Alfano. Tutto questo fino a qualche giorno fa, quando la sua opposizione ha fatto implodere l'intero gruppo, che lo ha sfiduciato come capo. Alla base della separazione in casa tra Mimmo Russo e gli altri quattro consiglieri autonomisti a palazzo delle Aquile, la decisione dello stesso capogruppo di farsi portavoce della protesta dei Pip, che a quasi dieci anni dall'inizio del loro servizio, chiedono adesso la stabilizzazione. E l'ex An, come prevedibile, non ha preso particolarmente bene la scelta dei suoi colleghi di disarcionarlo, così questo pomeriggio è sceso in piazza, insieme ai precari in attesa di stabilizzazione, alzando decisamente i toni e non misurando le parole. “Sono sceso in piazza da libero cittadino, col popolo” ha detto Russo “la città è allo sbando, disamministrata. Non mi vogliono più come capogruppo? Sono qua con la gente, per mandare a casa Cammarata”.