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Processo Dell'Utri, il pg Gatto:
"Il pentito Spatuzza è attendibile"


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Il pentito Gaspare Spatuzza

Il pentito Gaspare Spatuzza



Si incentra tutta sulla attendibilita' del pentito Gaspare Spatuzza la parte centrale della requisitoria del pg Nino Gatto, pubblica accusa al processo per concorso esterno in associazione mafiosa al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, ripresa questa mattina dopo una lunga pausa. Tre, secondo il pg Nino Gatto, gli argomenti che proverebbero l'attendibilita' del collaboratore: la genesi del suo pentimento che trae origine da un percorso spirituale, confermato da esponenti ecclesiastici che l'hanno seguito, nel ''camminino di fede''; l'ok delle procure di Firenze, Palermo e Caltanissetta alla sua ammissione al programma di protezione e il grado di certezza che accompagna le rivelazioni del pentito. ''Spatuzza - dice Gatto - sa bene che portata hanno le sue dichiarazioni tanto che paragona l'effetto delle sue verita' sulla strage di via D'Amelio, che hanno indotto i magistrati a riaprire l'inchiesta, alla rivelazione 'a uno che ha fatto un palazzo di 10 piani che ha utilizzato cemento depotenziato'''. Gatto ha giustificato le originarie titubanze del pentito nel parlare dei rapporti tra mafia e politica con il timore delle conseguenze che certe rivelazioni avrebbero avuto. Infine il pg ha ripetuto i tratti salienti delle dichiarazioni del collaboratore sull'imputato. In particolare Gatto ha fatto riferimento al racconto di Spatuzza sull'incontro che questi avrebbe avuto, a gennaio del '94, a Roma col boss Giuseppe Graviano. In quell'occasione il capomafia avrebbe detto al pentito che ''avevano chiuso tutto grazie a due persone: Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi'', facendo intendere con queste parole l'esistenza di un accordo tra la mafia e la politica.