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La nuova mappa degli ospedali

Sanità, ecco la rivoluzione


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, Cronaca
Massimo Russo l'ha annunciata come la rivoluzione della rete ospedaliera, ma poco dopo ha aggiunto: “Qualcuno potrebbe pensare che Lombardo e Russo tagliano i posti letto e così non è: quello che è stato fatto è invece una rimodulazione dei posti a disposizione”. Nei fatti, saranno qualche centinaio in meno, i posti di degenza nei presidi ospedalieri dell'Isola. “Non serve – ha precisato Russo – mantenere letti in cui nessuno esegue prestazioni. In compenso, aumenteranno di 2000 unità i posti per le lungodegenze e le riabilitazioni. L'ospedale – ha proseguito l'assessore regionale alla Salute – dovrebbe essere il luogo in cui si va quando si sta male, non dovrebbe essere luogo di degenza in attesa delle diagnosi”. Secondo la dettagliata relazione di Massimo Russo, la rimodulazione della rete ospedaliera, prevista dal piano di rientro nazionale, dovrebbe comportare una distribuzione più omogenea e rendere più funzionali ed efficienti i servizi ospedalieri.
Con il nuovo provvedimento presentato alla stampa, i posti letto in Sicilia arrivano quasi a quota 20.000 (19.524 per l'esattezza), di cui quasi 12.000 i posti del servizio pubblico per malati acuti, a cui vanno aggiunti i poco meno di 4.000 posti della sanità privata, i 548 delle “sperimentazioni gestionali”  (il San Raffaele di Cefalù e l'Ismett di Palermo) e del Buccheri la Ferla di Palermo e i 3.263 posti letto per riabilitazione e lungodegenza. Questi ultimi sono stati incrementati di circa 2000 unità.
Alla conferenza stampa di presentazione dei nuovi assetti organizzativi della sanità regionale era presente anche il governatore Raffaele Lombardo che, intervenuto per complimentarsi con gli uomini dell'assessorato per il lavoro portato avanti, ha precisato: “Non si definiscono posti letto per creare un primariato, ma rispondendo alla domanda di salute dei siciliani. Questo oggi è stato fatto e la disciplina del piano di rientro sta funzionando: credo – ha concluso il governatore – che bisogni andare fieri di questo, piuttosto che continuare con le tante chiacchiere che si leggono sui giornali”.