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Rifiuti e bilancio, cosa rischia il governo

Lombardo appeso a un fiATO?


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(www.blogsicilia.it) Il rischio, reale, è che questa maggioranza traballante a tre che regge il Lombardo ter venga sconfitta dalla prova dell’aula di oggi. E che si vada all’approvazione del bilancio 2010 al buio, col pericolo del commissariamento.

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ato rifiuti, raffaele lombardo, Politica
(www.blogsicilia.it) Il rischio, reale, è che questa maggioranza traballante a tre che regge il Lombardo ter venga sconfitta dalla prova dell’aula di oggi. E che si vada all’approvazione del bilancio 2010 al buio, col pericolo del commissariamento.
Tuttavia durante questo primo week end primaverile sono stati avvertiti i primi cambiamenti di rotta che produrranno oggii pomeriggio a Sala delle Lapidi, dove torna la questione dei rifiuti,  una votazione a favore del sub emendamento presentato dai deputati pidiini, fra cui la catanese Concetta Raia, e fatto proprio direttamente dal governatore Lombardo. Si tratta di un passaggio fondamentale, senza il quale il Partito democratico ritirerebbe il proprio consenso, la legge non verrebbe votata ed il governo Lombardo sarebbe battuto. Con conseguenze ulteriormente devastanti sia per gli sciagurati Ato che verrebbero abbandonati ad ulteriore caos, oltretutto alle porte dell’estate.
E allora ?  "E allora noi voteremo l’emendamento e vedremo quel che succederà", ci ha svelato ieri mattina il parlamentare miccicheiano Giovanni Cristaudo. L’incognita è data dal voto segreto, per cui non tutti i seguaci del “Gruppo Sicilia” potrebbero stare ai patti. Però proprio il voto segreto libererebbe quegli esponenti del Pdl cosiddetto lealista dal rigido protocollo d’opposizione dettato dal capogruppo Innocenzo Leontini.
Non è un mistero infatti che Marco Falcone voterà assolutamente a favore dell’emendamento governativo. E spieghiamo perché.  Sostanzialmente è stata approvata la riduzione degli sciagurati Ato da 27 a 10, uno per provincia più le isole minori.
Ma questo assemblaggio comporta alcuni rischi, cioè l’annullamento di quegli Ato virtuosi in attivo e perfino copiati dalle aziende del Nord. Non solo, ma la presenza ingombrante delle tre metropoli Palermo, Catania e Messina rischierebbe di soffocare e fagocitare i consorzi dei comuni. Ed ecco allora la soluzione ideata dai pidiini. Ci spiega Concetta Raya che gli "ambiti sono individuati" sulla semplice appartenenza geografica. Ma a loro volta debbono far scaturire le aziende di gestione, esattamente le “SRR”, Società di regolamentazione rifiuti. Per dirla in soldoni:  Catania assieme ai comuni della fascia metropolitana vera e propria farà Società a sé;  tutti gli altri ne costuiranno una seconda e una terza SRR nascerà dal lodatissimo “Kalat ambiente” di Caltagirone, che risponde ai requisiti di probità previsti, cioè almeno il 15 per cento di raccolta differenziata, il 30 della popolazione provinciale, il bilancio in pareggio ed i contributi ai lavoratori regolarmente versati.
Confortato dai voti pidiini, dell' Mpa e quantomeno di una parte dei miccicheiani, nonché da alcuni pidiellini ed altri uddiccini, l’emendamento dovrebbe passare. “Bisogna accelerare questa legge – ci dice il lealista Salvo Pogliese- perché spianerà la strada all’approvazione del bilancio”. E sarà lì che bisognerà trovare le risorse per tappare il buco di un miliardo prodotto dalla voragine Ato. Un passaggio obbligato, altrimenti sarà dissesto per centinaia di comuni siciliani.