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Palermo, operazione della Dia

Da barbiere a imprenditore:
confisca da sei milioni


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Beni per un valore di oltre 6 milioni e 500 mila euro sono stati confiscati alla famiglia mafiosa palermitana di Brancaccio. Il provvedimento, disposto dai giudici della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo ed eseguito dalla Dia, colpisce il patrimonio di un imprenditore edile vicino ai bos, Gabriele Giuseppe, 65 anni di Palermo, detto "U zu Pinuzzu".

Per la Dia si tratta di un personaggio organico alla famiglia mafiosa di Brancaccio, vicino ai fratelli Graviano e attivo nella raccolta del pizzo. Arrestato nel 1997, la sentenza di condanna per associazione mafiosa ed estorsioni è diventata definitiva. La sua storia imprenditoriale vede un salto di qualità da modesto artigiano, a cui la Regione siciliana ha dato un contributo di 55 milioni di lire per l'attività di barbiere, dopo qualche anno, Gabriele diventa imprenditore edile realizzando nell’arco di brevissimo tempo, un piccolo impero commerciale.

Le società  a lui riconducibili sono: A.G. Sollevamenti, la Nuova Sicilgrù e la C.M. Nautica. Il cantiera di quest'ultima azienda sarebbe stato utilizzato per traffici illeciti e incontri tra esponenti mafiosi in un contesto di massima sicurezza. Al costruttore è stata, inoltre, notificata la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per due anni, con l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza.