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Il presunto violentatore del medico di Scicli

"Lo stupratore è lui!"


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fermato, guardia medica stuprata, tolosa, tunisino, Cronaca
Un tunisino di 25 anni è stato fermato nell'ambito delle indagini sullo stupro di una donna di 53 anni, dottoressa della guardia medica violentata la notte del 17 marzo scorso da un uomo a Scicli (Ragusa) mentre svolgeva il turno di lavoro. La donna, caduta per uno spintone, si è anche fratturata la tibia e ha avuto una prognosi di 50 giorni. L'uomo vive a Scicli col fratello in una casa fatiscente in via Bovio e si sarebbe allontanato da casa nei giorni successivi la violenza.
Il giovane tunisino è stato fermato dalla gendarmeria francese su un treno nei pressi di Tolosa. Gli investigatori d'Oltralpe hanno agito su indicazioni dei carabinieri della compagnia di Modica che lo avevano individuato nella comunità di tunisini di Parma, da dove sarebbero partite le prime indicazione per la sua identificazione. Il sospettato, bracciante agricolo con regolare permesso di soggiorno, era rimasto da solo con il fratello a casa a Scicli perché il resto della sua famiglia era ritornata in Tunisia per una festa. Dopo l'aggressione il fermato non sarebbe tornato a casa per paura ma è fuggito recandosi a Parma dove aveva un lontano parente che lo ha accolto. Ma è stata la sua stessa comunità, inspettita dal suo atteggiamento, a segnalare la sua presenza in Emilia Romagna. Pensando di fare rientro in Tunisia partendo da Parigi il tunisino ha preso un treno per la Francia e quando i carabinieri sono arrivati a lui era già partito. Per questo è stata attivata, tramite l'Interpool, un'operazione coingiunta con la gendarmeria.

La vittima avrebbe riconosciuto il suo aggressore in una delle foto che i carabinieri di Modica le avrebbero mostrato, facendo così scattare l'operazione che ha portato al fermo in Francia del tunisino che l'avrebbe violentata. Sarebbe venuto dal riconoscimento da parte della dottoressa della guardia medica di Scicli l'input finale per la cattura del sospettato. La stessa vittima non avrebbe invece riconosciuto lo scatto che riproduceva l'immagine del fratello del tunisino, che é totalmente estraneo alla vicenda. Intanto il procuratore capo di Modica, Francesco Puleio, che sulla vicenda non intende fornire indicazioni, né confermando né smentendo le notizie trapelate, avrebbe già preparato i documenti per la rogatoria internazionale necessaria per il convalido del fermo del tunisino da parte della magistratura francese. Atto indispensabile per poi potere chiedere l'estradizione in Italia dell'indagato.