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Mario Re e gli affari

Tutte le accuse: dalle macchine
alla campagna elettorale


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Si allarga lo scandalo per le forniture “gonfiate” all'ospedale Civico di Palermo e cominciano a venire fuori dettagli sulle presunte corruzioni di importanti medici del nosocomio. Stamane un'ordinanza agli arresti domiciliari è stata notificata a Mario Re (ex direttore della prima Rianimazione) e Giustino Strano (responsabile del servizio di Medicina Iperbarica) già sospesi dal servizio perché indagati. Le indagini - condotte dalla squadra mobile e dalla guardia di finanza di Palermo coordinate dai pm Leonardo Agueci, Sergio Demontis, Amelia Luise e Caterina Malagoli - avrebbero dimostrato come anche le spese elettorali di Mario Re venivano coperte dalla “Med Line” e dalla "Neurolab", società fornitrici di prodotti ospedalieri, in mano a Giuseppe Castorina.

Le cifre. Per quanto riguarda Mario Re, secondo le indagini, ammonta a 381.138 euro l'importo dei prodotti sanitari in realtà mai consegnati al suo reparto. Re, attestando falsamente l'approvvigionamento, avrebbe ricevuto alcuni “regali”. Una Smart cabrio; il pagamento del 70 per cento delle rate di una Mercedes S 320 Cdi (totale 85 mila euro); cene in diversi ristoranti; biglietti aerei personali per 1.150 euro o per medici e infermieri del suo reparto per 867 euro; abbonamenti allo stadio in tribuna centralissima, per sé e il figlio del costo di duemila euro ciascuno per la stagione calcistica 2007/2008; un orologio da 7 mila euro; spese per la partecipazione a congressi di medici e infermieri del suo reparto per complessivi di 30 mila 550 euro. Infine quasi 60 mila euro se ne son andati per la la campagna elettorale delle elezioni regionali del 2001, in cui Mario Re era candidato nella circoscrizione di Agrigento nelle fila di Forza Italia.

Il politico. Mario Re viene eletto nel '97 al comune di Palermo, con 1.165 voti. Quasi un anno dopo si dimette e diventa sindaco di Cianciana (Agrigento), suo paese natìo. Così il medico si sente pronto per mettere piede dentro l'Ars e ottiene 6.742 voti alle Regionali del 2001 che, però, non bastano a dargli il lasciapassare per palazzo dei Normanni. “Spesi in quella circostanza più di centomila euro che prendevo dalle casse di Neurolab e Med Line, tant’è che poi le predette società si aggiudicarono le gare di anestesia e rianimazione. I soldi vennero in quella circostanza spesi in occasioni conviviali, spese di tipografia e per la locazione di due stanze presso l’Hotel Kaos di Agrigento, per circa un mese” racconta agli inquirenti Giuseppe Castorina, il “ras” delle forniture mediche che ha deciso di collaborare con l'autorità giudiziaria dopo il suo arresto e il suicidio di Carlo Marcelletti.

Gli accertamenti degli investigatori hanno confermato che l'hotel Kaos di Agrigento ha fatturato a Castorina e al suo socio Arturo Rampolla 4.130 euro. L'hotel Torre Macauda, dove si sarebbe svolto un incontro elettorale nel giugno 2001, ha fatturato 44 milioni 900 mila lire alla “Med Line”. Infine 31.920.000 lire sono state fatturate da una tipografia alla “Med Line” e alla “Neurolab” per “fac-simile e manifesti elettorali impiegati per la campagna elettorale del candidato Mario Re” dichiara il tipografo. Anche se “le facevo uscire… con fatture di comodo… è normale” ha dichiarato Castorina, confermando quanto poi dirà il tipografo. Ovvero che gli era stato richiesto di non indicare “che si trattava di materiale elettorale, bensì di prodotti di consumo per l’ufficio”. In questo modo Castorina, riusciva anche ad evadere le tasse, contabilizzando così gli importi come “costi di esercizio” e detraendoli dall'Iva.