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Marcantonio De Angelis aveva 49 anni

Uomo muore nel carcere di Catania
La moglie accusa: "Medici negligenti"


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Catania, marcantonio de angelis, morto in carcere, Piazza lanza, Cronaca
La moglie di un detenuto del carcere catanese di piazza Lanza, Marcantonio De Angelis, di 49 anni, morto il 19 marzo scorso a causa di un arresto cardiaco, Maria Zappalà, ha presentato alla Procura della Repubblica di Catania una denuncia-querela in cui rileva le ''condotte omissive e negligenti dei medici della struttura che avrebbero determinato la morte'' del marito.
Sull'episodio la Procura della Repubblica del capoluogo etneo ha aperto una inchiesta ed affidato ad un medico legale l'autopsia sul corpo dell'uomo, che e' gia' avvenuta, i cui risultati si potranno avere solamente dopo un esame istologico. La querela è rivolta anche nei confronti del direttore del carcere, che ''non avrebbe vigilato sulle condotte perpetrate dai medici''. Nell'esposto la donna parla di ''gravissima negligenza da parte dei medici e del direttore del carcere nel sottovalutare i sintomi dell'infarto''. De Angelis, raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare il 5 marzo scorso dalla Procura di Grosseto con l'accusa di rapina, si era presentato lo stesso giorno nella struttura carceraria accompagnato dal suo legale.
La donna nell'esposto rileva che il marito durante un colloquio avvenuto il 12 marzo scorso le aveva detto di accusare forti dolori sotto la cassa toracica e di aver fatto ricorso alle cure dell'infermeria, dove aveva avuto somministrati degli antidolorifici ''per sospetta ulcera o gastrite''. ''Se i medici della struttura carceraria - scrive Maria Zappala' - avessero capito che i sintomi erano preludio ad un infarto con molta probabilita' si sarebbe salvato solo se si fossero osservate delle regole basilari di comune esperienza nel campo medico''.
''I medici, ai primi sintomi, se avessero intuito quello che stava succedendo - conclude la moglie dell'uomo - avrebbero potuto trasferire mio marito in una struttura specializzata e con molta' probabilita' non sarebbe morto. Tutto questo non e' stato fatto''. ''Non si sono accorti che c'era un infarto in corso ed hanno somministrato degli antidolorifici per sospetta ulcera o gastrite - ha affermato il legale di Marita Zappalà, l'avvocato Salvatore Cannata - ma se la diagnosi fosse stata fatta in maniera corretta, probabilmente De Angelis, che tra l'altro si e' proclamato sempre innocente, si sarebbe potuto salvare''.